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25 Maggio 2026
25 Maggio 2026
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Don Francesco Cristofaro vittima di truffa online: “Usano il mio nome, fate attenzione!”

Un falso profilo Messenger chiede schede telefoniche in cambio di preghiere. Il sacerdote denuncia pubblicamente l’inganno e invita alla massima prudenza

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Un inganno che sfrutta fede e fiducia

Ancora una volta l’immagine pubblica di una persona stimata viene usata per raggirare cittadini in buona fede. Questa volta a essere coinvolto è Don Francesco Cristofaro, sacerdote molto seguito anche sui social, noto per la sua attività spirituale e la vicinanza alla comunità.

Il religioso ha denunciato la creazione di un falso profilo su Messenger, che – utilizzando foto e nome identici a quelli della sua pagina ufficiale – contatterebbe ignari cittadini chiedendo l’acquisto di schede telefoniche, promettendo in cambio preghiere.

L’allarme lanciato sui social

“Filippo mi scrive che un falso messenger a mio nome gli chiede di andare in un negozio e comprare delle schede in cambio di preghiere. Ha la stessa foto della mia pagina ufficiale ma è un profilo falso. ATTENZIONE!!!“, ha scritto Don Francesco sulla sua pagina ufficiale, cercando di mettere in guardia tutti i suoi contatti. Un raggiro meschino, che punta a colpire chi si affida con fiducia e speranza al messaggio religioso, strumentalizzando la parola di un uomo di Chiesa.

Un appello alla prudenza e alla denuncia

Don Francesco non resta in silenzio e lancia un chiaro appello alla prudenza: non fidarsi di messaggi ambigui e segnalare subito ogni caso sospetto alle autorità competenti. È inaccettabile che individui privi di ogni scrupolo si nascondano dietro l’identità altrui per truffare cittadini onesti, facendo leva su valori profondi come la fede, la bontà e la fiducia.

Difendersi dalle truffe digitali

Truffare è sempre un gesto vile, ma lo è ancora di più quando si traveste da gesto religioso. Invitiamo tutti i lettori a non cedere alla tentazione di credere a richieste anomale, anche se provenienti da profili apparentemente affidabili. Denunciate! Solo creando una rete di segnalazioni sarà possibile fermare questi criminali digitali e difendere la dignità di chi opera nel bene.

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