Il dottor Fortunato Carnovale, già dirigente medico del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia, oggi in quiescenza, rompe il silenzio e smentisce “nel modo più categorico e formale” un video diffuso su TikTok che diffonde informazioni “totalmente false e gravemente diffamatorie” sul suo conto. Il filmato, pubblicato dall’account @saverio16012000, ripropone spezzoni di una vecchia intervista rilasciata nel marzo 2017 sui canali di un’emittente televisiva locale, registrata mentre il medico si trovava ricoverato nel reparto di Ortopedia dell’Ospedale Jazzolino.
I fatti del 2017: “Aggredito durante un’ispezione sanitaria”
Carnovale ricostruisce l’episodio originario: “Sono stato aggredito mentre svolgevo un controllo igienico-sanitario in un panificio di Vibo Valentia”. Secondo il racconto, durante l’ispezione di routine, il titolare dell’attività lo avrebbe colpito con calci e pugni, provocandogli contusioni multiple. Il medico sottolinea come quella vicenda fosse già stata ampiamente raccontata all’epoca dagli organi di stampa e dagli atti delle autorità competenti. Nessun riferimento, dunque, a presunti errori medici.
La contestazione: “Ricostruzione falsa e manipolata”
Al centro della polemica c’è la rielaborazione del materiale video. Il filmato pubblicato sui social è palesemente alterato nel contenuto originale sovrapponendo scritte e didascalie che gli attribuiscono una presunta “diagnosi sbagliata su un bambino” e una conseguente aggressione da parte dei familiari. Una ricostruzione “integralmente falsa”. Il medico ribadisce che l’episodio del 2017 “non ha nulla a che vedere con diagnosi mediche o pazienti”, ma riguarda esclusivamente un’aggressione subita nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali.
Diffida e azioni legali: “Tutelerò la mia reputazione”
Carnovale parla di grave lesione della propria reputazione professionale e annuncia di aver già avviato iniziative legali. “Ho segnalato il video alla piattaforma chiedendone la rimozione immediata e ho presentato una formale denuncia-querela”, afferma, precisando che intende procedere anche in sede civile per il risarcimento dei danni. Il medico richiama inoltre la responsabilità di chi diffonde contenuti manipolati, sottolineando come la diffusione di materiale alterato possa configurare diffamazione aggravata e ulteriori profili di responsabilità penale.
L’appello: “Non diffondete quel video”
Carnovale invita quindi i cittadini a non rilanciare il contenuto. “È un video manipolato e privo di fondamento”, sostiene, chiedendo che chiunque lo incontri online provveda a segnalarlo alla piattaforma e alle autorità competenti. Una vicenda che, ancora una volta, riaccende il dibattito sull’uso dei social e sul confine tra libertà di espressione, manipolazione dei contenuti e tutela della reputazione.







