La Dop Economy calabrese continua a rafforzarsi: secondo quanto comunicato da Coldiretti Calabria sulla base del XXIII Rapporto Ismea–Qualivita, il valore complessivo delle produzioni Dop e Igp della regione supera i 62 milioni di euro, con una crescita stimata dell’8,2% nel 2024. I dati citati provengono direttamente dal rapporto ufficiale e descrivono un settore in costante sviluppo, considerato un elemento strategico dell’agroalimentare regionale.
Il Ddl Agroalimentare e la tutela delle denominazioni
Coldiretti segnala che l’approvazione al Senato del disegno di legge sui reati agroalimentari – collegato alla manovra e noto come estensione della cosiddetta “Legge Caselli” – rappresenta un avanzamento rilevante nel contrasto alle frodi nel settore. Il provvedimento, ora all’esame della Camera, riprende l’impianto elaborato nel 2015 con la Commissione Caselli, istituita per aggiornare gli strumenti normativi dedicati ai controlli sulle filiere alimentari. Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie, è indicato come l’ideatore del modello originario su cui la riforma si basa.
Verso un codice penale aggiornato per i reati del settore
Le modifiche previste dal ddl puntano a inserire nel codice penale un capitolo specifico sui reati che interessano il patrimonio agroalimentare. Secondo Coldiretti, tra le novità di rilievo vi sarebbe il riconoscimento della gravità delle pratiche fraudolente ripetute e organizzate, indicate come forme di “agropirateria”, oltre al rafforzamento delle sanzioni amministrative in materia di etichette, origine, ingredienti e denominazioni protette.
La battaglia per la tracciabilità e contro l’italian sounding
Coldiretti ribadisce inoltre l’importanza del riconoscimento dell’origine su tutti i prodotti commercializzati nell’Unione Europea, criticando le attuali norme doganali che consentono la commercializzazione di alimenti stranieri come “made in Italy” sulla base dell’ultima trasformazione effettuata. Il sistema delle indicazioni geografiche, afferma Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, continua a mostrare un modello produttivo capace di generare valore diffuso, sostenere le aree interne e contribuire alla competitività dell’agroalimentare italiano.




