Un angelo piangente accarezza con la mano il volto di Cristo morto, gli altri tre intorno a Gesù con in mano i segni della passione. E’ la magia della “Naca”, la tradizionale processione del venerdì santo che si snoda tra le strade del centro storico di Catanzaro e ha come soggetto principale la culla nella quale è adagiato il corpo di Gesù posta davanti ad una grande croce illuminata. Un appuntamento irrinunciabile, ripresentato con puntuale cadenza annuale anche durante le due guerre mondiali, ma non solo. È costruzione di una identità stratificata nei secoli, tramandata nei nuclei familiari e condivisa dalla comunità cittadina. In migliaia si sono riversati nel centro storico, guidati dall’arcivescovo della diocesi di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, che prima del corteo ha celebrato la liturgia della parola, l’adorazione della santa croce e la santa comunione.
Entusiasmo per il rito della Naca a Catanzaro, in migliaia tra le vie del centro storico









