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6 Marzo 2026
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Gratteri a Piazza Pulita respinge le polemiche e rilancia: “Indebolire i pm? Qualcuno dormirebbe più tranquillo”

Il procuratore chiarisce: “Non ho mai detto che tutti i votanti del Sì sono mafiosi”. Poi la stoccata a Tajani: “Il vero attacco alla democrazia è separare la polizia giudiziaria dalla magistratura”

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Nicola Gratteri è intervenuto questa sera su La7 a Piazza Pulita per spiegare le dichiarazioni riguardo il referendum sulla giustizia che hanno scatenato non poche polemiche.

“I miei interventi non possono essere parcellizzati”, ha detto. “Ho espresso un’opinione: secondo me, chi voterà sì sono quelli a cui conviene un sistema giudiziario più debole, come ‘ndrangheta, massoneria deviata e alcuni centri di potere. Non ho mai detto che tutti i votanti del sì appartengono a queste categorie”.

Il procuratore ha sottolineato che chi interpreta diversamente le sue parole “è in malafede e vuole alzare lo scontro”.

Risposta alle critiche politiche

Riguardo agli attacchi ricevuti dal Ministro Nordio e dal vicepremier Tajani, Gratteri ha replicato con fermezza: “Che gli devo dire? Io non devo dare lezioni, i cittadini faranno le loro conclusioni”.

Sull’accusa di attacco alla democrazia, Gratteri ha precisato: “Il vero attacco alla democrazia sarebbe togliere la polizia giudiziaria alla magistratura, non le mie dichiarazioni sul referendum”.

Il motivo del sì secondo Gratteri

Il procuratore ha spiegato in termini semplici perché alcuni votanti favorevoli al referendum potrebbero appartenere a sistemi deviati: “Sanno che indebolendo la magistratura possono dormire sonni più tranquilli“.

Ha poi ricordato la sua esperienza e il percorso personale: “Vivo sotto scorta dal 1989, ho affrontato minacce di morte, arrestato centinaia di latitanti, lavorato in tutto il mondo contro mafie e organizzazioni criminali. La paura l’ho superata da tempo”.

Conferma delle sue dichiarazioni e impegno futuro

Gratteri ha ribadito di non essere stato travisato, poiché chiaro nelle sue dichiarazioni: “Non ho detto che tutti quelli che voteranno sì sono mafiosi o massoni deviati”. Quanto al suo impegno per il referendum, ha assicurato: “Continuerò a battermi per il no fino al 22 marzo e tornerò in trasmissione ogni volta che sarà necessario”.

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