“Generale Vannacci, sono il nonno di un bambino autistico e da italiano e da nonno mi sento offeso dal suo lucido delirio nazista e dalla sua ignoranza, che solo i mediocri possono tollerare. La sua folle idea di “ritornare” alle classi differenziali denuncia una sua grave ignoranza non solo dal punto di vista normativo ma soprattutto “umano”. Generale, lei “indossa” uno dei gradi più alti della gerarchia militare italiana, per cui da lei l’Italia si aspettava solo uscite pubbliche responsabili e mature e non elucubrazioni mentali, forse solo condivisibili dal suo capo”. E’ la lettera accorata di Francesco Ruggero, di Cirò Marina, che non ci sta alle discriminazioni “sulle scuole separate per disabili” portate avanti da Roberto Vannacci, candidato con la Lega alle Europee.
Violazione delle leggi dello Stato
“Deve sapere, generale Vannacci, che nel ghettizzare l’alunno diversamente abile in classi differenziali si violano le leggi dello Stato, in quanto le stesse, istituite nel 1962, sono state di fatto abolite con legge 517/77. Generale, legga non solo le forti lagnanze sollevate contro la sua delirante posizione, dalla CEI, dall’Unicef, dal mondo delle Associazioni e dalle genti comuni, ma anche e soprattutto il punto di vista della Scuola, che vive ed abita la problematica dei diversamente abili. Generale Vannacci legga attentamente quanto scrive la Scuola sulla materia dei nostri figli; faccia leggere e imparare lo scritto al suo Salvini, che finalmente potrà, insieme a lei, riferire in modo competente e responsabile. Un consiglio, Generale, non si candidi : se lei malaguratamente dovesse essere eletto, con la sua presenza tra gli scranni europei squalificherebbe la mia Italia”.







