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11 Aprile 2026
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Operazione “Jerakarni”, maxi blitz antimafia nel Vibonese: il plauso del Sap Calabria

La Polizia di Stato esegue 54 misure cautelari nell’operazione antimafia “Jerakarni” nel Vibonese. Il Sap Calabria elogia il lavoro degli agenti e chiede un rafforzamento urgente degli organici

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Importante operazione della Polizia di Stato contro la criminalità organizzata nel territorio di Vibo Valentia, dove la Squadra Mobile ha eseguito 54 misure cautelari nei confronti di soggetti ritenuti appartenenti a un sodalizio di ‘ndrangheta radicato nelle Serre vibonesi. L’indagine, denominata “Jerakarni”, ha colpito una struttura criminale accusata di traffico di stupefacenti, estorsioni e intestazione fittizia di beni, con aggravante del metodo mafioso.

Un’attività investigativa complessa e sul territorio

L’operazione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e ha coinvolto la Squadra Mobile di Vibo Valentia, il Commissariato di Serra San Bruno, le Volanti e il Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Centrale”. Un lavoro definito dagli operatori come particolarmente impegnativo per la complessità del contesto territoriale, caratterizzato da una forte presenza criminale e da dinamiche storiche di conflittualità tra gruppi rivali.

Il plauso del Sap Calabria

Il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), per voce del segretario regionale Michele Granatiero, ha espresso apprezzamento per il risultato ottenuto dagli investigatori. “Abbiamo apprezzato il lavoro straordinario svolto dagli operatori della Polizia di Stato, che hanno dimostrato grande professionalità e dedizione nonostante le difficoltà operative e la carenza di organico”, è il commento riportato dal sindacato.

Organici ridotti e richiesta di potenziamento

Nel documento sindacale viene sottolineata anche la necessità di un rafforzamento del personale, con particolare riferimento al Commissariato di Serra San Bruno e al Reparto Prevenzione Crimine, dove si registrano significative carenze di organico. Secondo il Sap, tale situazione limita la possibilità di garantire un adeguato numero di pattuglie quotidiane sul territorio, incidendo sulle attività di controllo in un’area considerata ad alta densità mafiosa.

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