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16 Gennaio 2026
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Calabria
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“Raccontiamo il bene”, Libera: in Calabria 147 realtà per la gestione dei beni confiscati

Oltre 1.100 realtà del terzo settore gestiscono questi spazi, offrendo servizi di vario genere. Libera presenterà domani il report

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L’Italia conta 1.132 soggetti della società civile che gestiscono beni confiscati alla criminalità organizzata. Sono più di 600 associazioni, oltre 30 scuole e molte realtà che utilizzano questi spazi per progetti didattici ed economici, contribuendo a creare un modello di sviluppo positivo.
Il Paese ha saputo reagire alla presenza mafiosa, restituendo questi luoghi alla comunità e trasformandoli in opportunità di crescita.

L’analisi di Libera in Calabria

Secondo il report “Raccontiamo il bene” di Libera, in Calabria sono attive 147 realtà impegnate nella gestione di beni confiscati in 44 comuni. Queste esperienze generano welfare, servizi e nuovi modelli economici, promuovendo lo sviluppo locale e il supporto alle fasce più deboli della popolazione.
Il 65% delle realtà censite è rappresentato da associazioni (96 in totale), seguite da 20 cooperative sociali.
Inoltre, tra i soggetti coinvolti figurano 13 enti religiosi (diocesi, parrocchie e Caritas), 6 enti pubblici, 5 fondazioni e 2 consorzi di cooperative.

La tipologia dei beni gestiti

Dal censimento emerge che i beni confiscati e riutilizzati si suddividono in diverse categorie: 71 tra appartamenti e abitazioni indipendenti; 41 tra ville e palazzine; 38 terreni agricoli ed edificabili; 17 complessi immobiliari e 12 locali commerciali o industriali.
Le attività svolte in questi spazi sono variegate: 91 soggetti operano nel settore del welfare e delle politiche sociali, 59 promuovono sapere e turismo sostenibile, 13 sono impegnati in agricoltura e ambiente, 7 nello sport e 6 nella produzione e nel lavoro.

I numeri della confisca in Calabria

Secondo i dati aggiornati al 24 febbraio 2025 dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, in Calabria risultano:2.920 beni immobili già destinati alla comunità; 1.693 beni immobili ancora in gestione e in attesa di destinazione; 190 aziende confiscate e già destinate; 295 aziende ancora in gestione

La presentazione del report a Catanzaro

Domani, a Catanzaro, Libera presenterà ufficialmente la nuova edizione del report “Raccontiamo il bene – Le pratiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie”. Questo studio mette in luce il lavoro silenzioso di una rete virtuosa che contrasta la criminalità organizzata e promuove un modello di sviluppo territoriale alternativo.
Un’Italia che lotta per un futuro libero dalle mafie.

Tatiana Giannone: “Fatti passi da gigante negli ultimi anni”

“Un numero così alto, nel 1995, non si poteva immaginare. Dietro questo numero – commenta Tatiana Giannone, responsabile nazionale Beni confiscati di Libera – ci sono volti e storie di associazioni, di cooperative che hanno trasformato quei luoghi di malaffare in luoghi parlanti, dall’inestimabile valore educativo e pedagogico. Un grande impegno plurale che ha rafforzato il tessuto sociale e che tiene unite le relazioni di una comunità, facendo da modello anche sul piano europeo e internazionale. Negli ultimi anni sono stati fatti tanti passi in avanti nella cornice normativa e in quella amministrativa. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati, fulcro del processo di destinazione di un bene, ha assunto un ruolo cruciale di raccordo tra gli enti nazionali e le amministrazioni locali. Ma la strada è ancora lunga.

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