Sette giorni per cambiare volto a una stagione e riprendersi il futuro. Il Catanzaro archivia un tour de force perfetto, trasformando i dubbi di inizio 2026 in una prova di forza che scuote il campionato. Dopo un solo punto raccolto in quattro gare, i giallorossi hanno infilato tre vittorie chirurgiche contro Reggiana, Pescara e Mantova: sei gol fatti, zero subiti e una ritrovata solidità che rievoca i momenti migliori del 2025.
Maturità e gestione
Le ultime uscite hanno svelato una tenuta mentale irreprensibile. Iemmello e compagni hanno dimostrato di saper leggere i momenti del match con un’intelligenza superiore: colpiscono al momento giusto e poi blindano il risultato, abbassando il baricentro senza mai perdere la compattezza. È un Catanzaro capace di soffrire, di lasciare il possesso palla all’avversario ma di non correre rischi reali. Sono doti da “grande” che alimentano i sogni di una piazza ormai consapevole dei propri mezzi.
Cinismo e nuove armi
La differenza rispetto al recente passato risiede nella cattiveria agonistica sottoporta. La manovra è tornata fluida, esaltata dalla brillantezza delle individualità. In questo contesto, Alberto Aquilani ha trovato un’arma letale in Liberali: il giovane talento sta determinando gli equilibri a suon di giocate d’alta scuola, gol e assist, colmando con personalità il vuoto lasciato dal pesante infortunio che ha chiuso in anticipo la stagione di Cisse.
Oltre la salvezza: vietato porsi limiti
Con 41 punti e un solido quinto posto in tasca, la pratica salvezza è ormai un mero dato statistico. Eppure, nell’ambiente giallorosso l’ambizione resta il motore principale. Il tecnico insiste sui margini di miglioramento dei suoi giovani e sulla necessità di alzare l’asticella ogni settimana. Il progetto tecnico, chiaro e lungimirante sin dal ritorno in Serie B, non è più una sorpresa ma una realtà consolidata della cadetteria. Il percorso è tracciato: con umiltà e senza abbassare la guardia, il Catanzaro può guardare al vertice con legittima fiducia.









