Quartieri popolari pieni di immondizia, rifiuti tossici e auto bruciate ancora che esalano il fumo, dove i residenti si dimostrano aggressivi con i giornalisti: “Togli questa cosa e vattene che è meglio”, dice uno. “Giornalisti di m…!”, dice un altro. Oppure “vai via che ti spacco la testa”, dice un terzo. Sono le periferie rom a Reggio Calabria, Catanzaro e Lamezia Terme, oggetto di una serie di reportage realizzata da Annalisa Grande, “Città da incubo: il quartiere dove comanda il clan dei rom”, in onda all’interno del programma Fuori dal Coro su Rete 4, che ha provato ad approfondire su cosa succede in quelle case popolari “diventate roccaforte della malavita”.
A Catanzaro lo scenario è quello di viale Isonzo. “Trafficano armi e droghe e sono organizzati. Come vere cosche, nei mesi scorsi 80 di loro sono stati arrestati con l’accusa di mafia. Tra pochi giorni inizierà il processo. Nel Tribunale di Catanzaro si parla di rom come associazione di tipo mafioso con struttura verticista”, sottolinea la giornalista. “Vengono sparati fuochi d’artificio in pieno giorno”.
A Catanzaro lo scenario è quello di viale Isonzo. “Trafficano armi e droghe e sono organizzati. Come vere cosche, nei mesi scorsi 80 di loro sono stati arrestati con l’accusa di mafia. Tra pochi giorni inizierà il processo. Nel Tribunale di Catanzaro si parla di rom come associazione di tipo mafioso con struttura verticista”, sottolinea la giornalista. “Vengono sparati fuochi d’artificio in pieno giorno”.
“Diteci la verità che siete carabinieri. Non prendeteci per il c…”, afferma una signora alla squadra di Rete 4, che poi arriva anche a Lamezia Terme. “Il campo sorge a ridosso di un ospedale. In queste barache, tra cumuli di rifiuti tossici, vivono circa 600 persone”, racconta. Nel quartiere Ciampa di Cavallo, dove sono state sequestrate armi e droghe mesi fa, “addentrarsi è impossibile – racconta Annalisa Grande – nonostante la presenza della polizia”.
I clan dei rom in Calabria
“Tra questi palazzi la violenza detta le leggi. Qui comandano i clan dei rom con l’appoggio della criminalità organizzata. Un controllo ottenuto con il terrore e che passa anche attraverso il controllo dei racket e delle case popolari, usate come covi oppure rivendute”, afferma la Grande durante il servizio a Reggio, sempre in mezzo alle minacce. Spaccio, occupazione delle case ed estorsioni sarebbero, secondo la Grande, all’ordine del giorno nella zona.
Alcuni dei residenti, più pacifici, osano dire la loro, anche se di poco: “Qui la situazione è gravissima. Ma quando uno ha dei figli, come fa ad andare avanti?”, chiede uno. “Qui c’è la guerra”, dice un altro. Secondo il reportage, l’unico che ha avuto il coraggio di denunciare le attività criminali svoltesi nei campi rom a Reggio Calabria è stato Francesco Ventura, 10 anni fa. “Era uno studente e ora è giornalista. Alcuni giorni fa hanno sparato alla sua auto”, spiega la reporter.
Ventura afferma che i clan occupano decine di alloggi vicini per concentrarsi in un’unica zona e così lottizzano il quartiere. “C’è un mercato delle case, circa 300 alloggi, gestito dalle famiglie rom venduti in modo poco chiaro”, ha denunciato anche un consigliere comunale reggino citato dal reportage. “Vi sembra normale che esistano zone d’Italia così, dove lo stato non comanda, dove valgono le leggi dei clan?”, domanda il conduttore di Fuori dal Coro Mario Giordano.
Qui il video completo del reportage di Rete 4 su Reggio Calabria.
Qui il video completo del reportage di Rete 4 su Catanzaro e Lamezia Terme.








