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13 Febbraio 2026
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Accusati di spaccio di droga, assolti a Vibo dopo 18 anni di calvario giudiziario | Calabria7

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Tutti assolti. Dopo quasi 18 anni dalle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno. Succede a Vibo Valentia ed è l’ennesimo caso di una giustizia lumaca. Il primo capitolo giudiziario dell’inchiesta denominata “Sister Mary” ha almeno evitato la ghigliottina della prescrizione e la sentenza pronunciata nella giornata di ieri dal presidente del Tribunale collegiale di Vibo Gianfranco Grillone (a latere Ricotti e Fortuna) coincide con le richieste dell’accusa, rappresentata in aula dal sostituto procuratore Maria Cecilia Rebecchi, che aveva invocato l’assoluzione per tutti gli imputati accusati, a vario titolo, di concorso in spaccio e detenzione di cocaina e marijuana, con l’aggravante dell’ingente quantità. Si tratta di Piero Sabatino, 40 anni, di Gerocarne, già condannato nel processo “Luce nei boschi” quale braccio-destro del boss delle Preserre, Bruno Emanuele; Bruno Sabatino, 42 anni, di Gerocarne; Domenico Monardo, 49 anni, di Gerocarne; Girolamo Macrì, 46 anni, di Soriano Calabro; Concetto Trovato, 47 anni, di Lamezia Terme; Daniela Voci, 44 anni, di Catanzaro; Cosimo Passalacqua, 47 anni, di Catanzaro; Lorenzo Idà,40 anni, di Gerocarne; Francesco De Fina, 45 anni, di Sant’Onofrio; Carmelo Columbro,60 anni, di Vibo Valentia.

Un’odissea lunga 18 anni

Le prime contestazioni risalivano addirittura al 2004 ma per arrivare al rinvio a giudizio è stato necessario attendere addirittura settembre del 2011. Una vera e propria odissea per gli indagati diventati successivamente imputati. Un percorso giudiziario che ha registrato diversi imprevisti: dai 13 rinvii consecutivi per la mancata traduzione in aula di qualcuno degli imputati detenuti, agli immancabili difetti di notifica agli imputati ed ai loro difensori. Morale della favola? Udienze dinnanzi al gup slittate di mese in mese e fase dibattimentale avviata solo nel 2019 con altro colpo di scena: cambio del collegio giudicante con tanto di istruttoria ricominciata daccapo. L’epilogo a febbraio 2022 con il tanto atteso giorno del verdetto e l’assoluzione incassata dagli imputati difesi da Giuseppe Orecchio, Vincenzo Galeota, Antonietta Villella, Bernardo Ceravolo, Osvaldo Rocca e Leopoldo Marchese.

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