Il gip del Tribunale di Catanzaro Antonella De Simone ha revocato la misura cautelare dell’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Vito Chiefari, 37 anni, di Torre di Ruggiero, uno dei trentasette imputati, coinvolti nell’inchiesta Anteo che punta a far luce su un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, tentata e consumata, con l’aggravante mafiosa, ricettazione, detenzione, porto abusivo di armi, clandestine e da guerra, detenzione di materiali esplodenti e furto. Accolta l’istanza presentata dagli avvocati Vincenzo Cicino e Giovanni Russomanno che nei mesi scorsi avevano già ottenuto dal Tribunale del Riesame di Catanzaro la revoca dei domiciliari e l’alleggerimento della misura cautelare. Con questo ulteriore provvedimento Vito Chiefari torna in libertà.
I motivi della decisione
Secondo quanto sostenuto nell’istanza dai difensori dell’imputato sono venute mene le esigenze cautelari per via “del tempo trascorso dal commesso reato e dall’applicazione di misure coercitive”. Parzialmente favorevole il parere del pubblico ministero che aveva dato il via libera alla revoca del solo obbligo di dimora. Il giudice ha ritenuto positivo il comportamento dell’imputato che, “pur godendo di una discreta libertà, non ha violato le prescrizioni cautelari imposte” e ha evidenziato che nei suoi confronti non c’è più il pericolo di recidività. Da qui la revoca delle residue misure cautelari così come chiesto dagli avvocati della difesa.












