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9 Dicembre 2025
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La ‘ndrangheta, il business del porfido e gli operai cinesi ridotti in schiavitù

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Dopo la prima sentenza dello scorso febbraio, sono stati condannati dal Tribunale di Trento in composizione collegiale altri due imputati nei procedimenti giudiziari scaturiti dall’operazione “Perfido”, sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel settore del porfido in Trentino. Si tratta di Domenico Morello e Pietro Denise, rispettivamente condannati a dieci e a otto anni di carcere. La sentenza è stata letta davanti agli imputati presenti in videocollegamento e alle parti civili dal giudice Stefan Tappeiner.

Obbligo di risarcimento

A Morello e Denise, che avevano chiesto il rito abbreviato condizionato, senza dibattimento ma con l’audizione dei testimoni, è stata comminata anche la pena di interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’obbligo di risarcimento in solido del danno subito dai tre operai di origine cinesi, secondo l’accusa ridotti in schiavitù, e del danno d’immagine subito dalla Provincia autonoma di Trento (fissato in 300.000 euro), dal Comune di Lona Lases (150.000 euro), dall’associazione Libera (50.000 euro), dalla Fillea Cgil (50.000 euro) e dalla Filca Cisl (50.000 euro). Non è stata invece accolta la domanda di risarcimento della cooperativa Altrotrentino, editrice di Qt.

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