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14 Febbraio 2026
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Sequestrati tra Salerno e Roma immobili riconducibili al clan Muto

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La presunta appartenenza al clan ‘ndranghetista Muto, che opera a Cetraro in provincia di Cosenza, e il coinvolgimento in un traffico di sostanze stupefacenti sono le ipotesi di reato alla base al sequestro di “una impresa commerciale e otto unità immobiliari (dislocati tra la provincia di Salerno e Roma), per un valore stimato di circa un milione di euro”, nei confronti di Vito e Cono Gallo. Il provvedimento – eseguito dagli uomini della Guardia di Finanza e della Questura di Salerno – è stato emesso da Tribunale di Potenza, su proposta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo di regione lucano e del questore di Salerno. E’ stato inoltre disposto “l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza” per tre anni, nei confronti di Vito Gallo e di due anni per quanto riguarda Cono Gallo: entrambi di Sala Consilina e coinvolti nell’operazione Frontiera.

Sequestro ad affiliati del clan Muto

Il sequestro beni ai due appartenenti alla ‘ndrangheta nel Vallo di Diano è stato eseguito dal Gico della Guardia di Finanza di Salerno sulla basse di un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Potenza nei confronti di Vito Gallo, 65 anni, e il figlio Cono Gallo, 41 anni, e ha notificato loro anche una misura di sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza, a Vito Gallo per tre anni e al figlio per due anni. Vito Gallo è stato condannato nel 2019 dal tribunale di Paola a 26 anni di reclusione per tentata estorsione e associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti, ha precedenti penali per rapina, ricettazione e spedita di banconote falsificate, e, per gli inquirenti è affiliato alla cosca calabrese dei Muto di Cetraro. Cono Gallo è stato indagato per traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini delle fiamme gialle salernitana hanno mostrato che i due avevano schermato il cospicuo patrimonio attraverso l’intestazione formale ai propri familiari. Sigilli a quattro fabbricati a Centola, Sala Consilina e Roma, quattro terreni a Sala Consilina e a beni aziendali riconducibili a un bar.

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