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5 Dicembre 2025
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Pierfranco Bruni ai vertici dei Musei di Melfi e Venosa: un archeologo calabrese in cattedra

Guiderà i poli archeologici lucani per cinque anni. Un ponte tra Magna Grecia e cultura contemporanea. Un riconoscimento alla carriera

Con un decreto firmato dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il 31 ottobre 2025, si è concretizzata una nomina di grande rilevanza per il panorama culturale del Mezzogiorno: Pierfranco Bruni è stato scelto per far parte del Consiglio di amministrazione dei Musei e dei Parchi Archeologici di Melfi e Venosa. Le due istituzioni, fondamentali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico della Basilicata, si arricchiscono così di una figura di spicco e di comprovata esperienza.

L’incarico avrà una durata di cinque anni, in linea con quanto stabilito dalle normative ministeriali sull’organizzazione dei musei statali. La scelta di Bruni non è casuale, ma rappresenta un chiaro riconoscimento al suo impegno costante nel coniugare ricerca, saggistica e valorizzazione del patrimonio culturale.

Profilo di eccellenza: un ponte tra classico e contemporaneo

Archeologo di formazione e già Direttore Coordinatore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBAC, oggi MiC), Pierfranco Bruni vanta una carriera eclettica e profondamente radicata nella cultura mediterranea. La sua attività di studioso e divulgatore si è sempre concentrata sulla tutela del patrimonio letterario e storico nazionale, con particolare attenzione ai valori identitari e alle radici delle civiltà classiche.

Nato in Calabria, Bruni ha ricoperto ruoli chiave all’interno del Ministero, tra cui Responsabile dell’Area Patrimonio Demoetnoantropologico e Direttore responsabile della Biblioteca della Soprintendenza Archeologia per le province di Lecce, Brindisi e Taranto (SABAP – LE). È stato inoltre promotore di progetti nazionali di ampio respiro, come quello dedicato alle “Minoranze etno-linguistiche in Italia”.

Incarichi di vertice: l’impronta di Bruni nel MiC

Attualmente, Bruni detiene diversi incarichi strategici in capo al Ministero della Cultura, a testimonianza della sua centralità nel dibattito culturale italiano: Presidente della Commissione “Capitale Italiana Città del Libro 2024”;  Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario di Manlio Sgalambro; Segretario unico della comunicazione del Comitato Nazionale per le Celebrazioni di Eleonora Duse; Presidente del progetto nazionale “Undulna – Eleonora Duse”; Presidente e Coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.

La sua influenza si estende anche oltre i confini nazionali, come dimostrano la sua presenza come Ospite d’onore per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e come Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del Libro di Tunisi nel 2024.

Dalle radici omeriche a De André

Pierfranco Bruni non è solo un archeologo e un dirigente, ma un prolifico autore di saggi, romanzi e raccolte poetiche. I suoi studi spaziano dalla letteratura del Novecento (con volumi dedicati a Pavese, Pirandello, D’Annunzio e altri) alle eredità omeriche e la dimensione del sacro.

Il suo rigore scientifico si fonde con una profonda sensibilità umanistica, evidente nelle sue ricerche sulle radici poetiche della Magna Grecia e sul legame tra linguaggio letterario e musica d’autore. Ne è esempio il volume “Il cantico del sognatore mediterraneo” su Fabrizio De André, giunto alla terza edizione, che mappa le matrici letterarie dei cantautori italiani. La sua opera pone al centro il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.

L’ingresso di Bruni nel CdA di Melfi e Venosa promette un contributo di altissima competenza per la crescita di questi due significativi poli archeologici del Mezzogiorno.

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