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18 Febbraio 2026
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Abramo Printing & Logistics, Cisl lancia l’allarme: rischio 40 licenziamenti a Catanzaro

I sindacati chiedono l’apertura immediata di un tavolo istituzionale per salvaguardare l’occupazione e valorizzare le competenze dei lavoratori

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Dopo l’apertura della procedura di licenziamento collettivo da parte di Abramo Printing & Logistics, i sindacati CISL Magna Grecia e Fistel CISL Calabria esprimono forte preoccupazione per le ricadute occupazionali e sociali sul territorio. La possibile perdita di 40 posti di lavoro rappresenta un impatto che il contesto economico locale non è in grado di assorbire.

Per questo, la CISL ha rivolto un appello al Comune di Catanzaro e alla Regione Calabria, chiedendo l’attivazione urgente di un tavolo istituzionale finalizzato a individuare soluzioni concrete per tutelare i lavoratori e salvaguardare il perimetro occupazionale.

Valorizzare le competenze

I segretari generali Daniele Gualtieri (CISL Magna Grecia) e Gianluca Bifano (Fistel CISL Calabria) sottolineano che le competenze maturate dai lavoratori non devono essere disperse: “Si tratta di professionalità che possono essere valorizzate e messe a disposizione di altre realtà produttive, attraverso percorsi di formazione, riqualificazione e aggiornamento, capaci di favorire l’inserimento in nuovi circuiti lavorativi e garantire nuove prospettive occupazionali”.

Appello alle istituzioni e al territorio

I sindacalisti ricordano anche il clima di forte apprensione vissuto dai lavoratori e dalle loro famiglie, soprattutto durante il periodo natalizio, e sollecitano una risposta tempestiva e responsabile da parte delle istituzioni.

“Il territorio non può permettersi di perdere quaranta lavoratori né di disperdere un patrimonio umano e professionale costruito nel tempo. La CISL Magna Grecia e la Fistel CISL Calabria continueranno a lavorare fino in fondo per costruire una rete di soluzioni e contribuire alla risoluzione della vertenza, mettendo al centro la tutela del lavoro e la dignità delle persone coinvolte”, concludono Gualtieri e Bifano.

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