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6 Dicembre 2025
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Nocciola calabrese in crisi, l’allarme dei produttori nelle Preserre Catanzaresi: “Serve un intervento immediato”

Il Consorzio di valorizzazione evidenzia: “Clima, fauna e mercato globale mettono a rischio la Tonda di Calabria”. Produzioni ridotte fino al 70%, danni da cinghiali, timore per la cimice asiatica e concorrenza cilena

Un grido d’allarme si leva dai territori della nocciola Tonda calabrese, tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia. Il settore corilicolo, storicamente fiore all’occhiello dell’agricoltura regionale, vive una fase di crisi profonda e strutturale.

La produzione, in alcune aree, è crollata fino al 70%, nonostante tra il 2015 e il 2024 le superfici coltivate a nocciole siano aumentate del 30%.  Un paradosso che fotografa l’impatto dei cambiamenti climatici, con piogge irregolari, siccità prolungata e gelate tardive che compromettono raccolti e qualità del prodotto.

L’Italia perde il secondo posto mondiale

Per la prima volta nella storia, l’Italia non è più il secondo produttore mondiale di nocciole, superata dal Cile. Un segnale preoccupante per un comparto che, fino a pochi anni fa, rappresentava l’eccellenza europea subito dopo la Turchia.

Proprio una gelata in Turchia ha determinato un’impennata dei prezzi, ma la competizione globale resta spietata.  Le aziende italiane, pur garantendo standard qualitativi altissimi, rischiano di perdere competitività in un mercato in rapida evoluzione.

Cinghiali, clima e cimice: il tris delle minacce

Alle difficoltà climatiche si aggiungono le devastazioni causate dalla fauna selvatica.
I produttori della Tonda calabrese denunciano da anni i danni provocati dai cinghiali, che distruggono impianti e raccolti, riducendo drasticamente la redditività aziendale.

E all’orizzonte incombe una nuova minaccia: la cimice asiatica.  “Ancora non è arrivata – spiegano il presidente Giuseppe Rotiroti e i soci del Consorzio Valorizzazione e Tutela Nocciola di Calabria – ma dobbiamo farci trovare pronti. Non possiamo permetterci un’altra emergenza.”

Serve una risposta unitaria

Dal Consorzio arriva un appello accorato: “Occorrono soluzioni efficaci, urgenti e coordinate.”  La filiera calabrese della nocciola chiede interventi immediati da parte delle istituzioni, incentivi alla ricerca, sostegno alla lotta alla fauna selvatica e strategie di adattamento climatico. “I produttori hanno investito con caparbietà e innovazione – afferma Rotiroti – ora serve che lo Stato e la Regione facciano la loro parte.”

L’assemblea straordinaria di Torre di Ruggiero

Per affrontare il momento critico e definire un piano d’azione comune, il Consorzio Nocciola di Calabria ha convocato un’assemblea straordinaria per lunedì 24 novembre, ore 16.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Torre di Ruggiero.  All’incontro parteciperanno produttori, rappresentanti di categoria, autorità istituzionali locali e regionali.

L’obiettivo: costruire una strategia condivisa per salvaguardare la corilicoltura calabrese, uno dei comparti più identitari dell’agricoltura regionale.

Un patrimonio da salvare

La nocciola calabrese, simbolo di qualità, tradizione e innovazione, è oggi in una fase delicata. Dietro ogni frutto ci sono aziende, famiglie e territori che resistono con tenacia e orgoglio. Ma la battaglia non si vince da soli: servono politiche mirate, investimenti strutturali e una rete istituzionale forte. Solo così, la Tonda calabrese potrà tornare a essere orgoglio del Made in Calabria e protagonista di una nuova stagione di crescita sostenibile.

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