Si può anche non essere d’accordo con parte del suo pensiero, e il cronista non lo è, ma bisogna riconoscere a Rosellina Madeo grinta e personalità politica da vendere.
Qualità che non dimorano stabilmente nel corredo di molti, anche di quelli che hanno responsabilità di partito enormi.
Per non parlare degli oppositori regionali del passato e del trapassato remoto.
Avvocata, presidente del consiglio comunale della terza città più importante della Calabria, Corigliano-Rossano, Rosellina Madeo entra nella massima assise elettiva calabrese forte dei suoi quasi 7 mila voti. Un risultato che le ha fruttato l’erronea qualifica di rivelazione del torneo ultimo. Sbagliata perché la Madeo ha costruito l’ultima affermazione mattone dopo mattone, in anni di radicamento nel sociale.
Da lei, così come dagli altri membri della minoranza di Palazzo Campanella, ci si attende molto. E questo perché, malgrado la differenza di opinioni nel merito, un’opposizione vera può essere il basamento naturale su cui costruire un’alternativa ad uno strapotere di centrodestra, apparentemente granitico e duraturo.
– Consigliera Madeo, un’affermazione importante la sua, in una elezione che ha segnato la terza debacle consecutiva del centrosinistra. Il recente passato delle delegazioni consiliari del PD ci dice che gli elettori non si accontentano più della frase di rito “faremo un’opposizione costruttiva” e che vorrebbero una opposizione vera, meno votata all’inciucio. Sarà così?
«Del tutto improprio nonché generico e tendenzioso parlare di inciucio per quanto riguarda l’opposizione nelle legislature precedenti. Quando si fanno affermazioni di questo tipo occorre denunciare persone, fatti e circostanze: diversamente è polemica politica sterile che non serve per definire il passato ma neanche per costruire il futuro. Quanto al mio approccio, chi si aspetta da me un’opposizione urlata e scomposta rimarrà deluso. Ma sicuramente sarà ferma, razionale e strutturata. Un’opposizione sia nelle sedi istituzionali che nei terreni di confronto con i cittadini, per una politica aperta e che si nutre di partecipazione. Chi guarderà ai contenuti, alle proposte, a progetti che possono realmente essere messi a terra, allora troverà nella mia attività un modo concreto di fare politica che mette al primo posto le esigenze della nostra Calabria.»
– Me lo dà un giudizio spassionato sulla composizione della nuova giunta regionale?
«Certamente avrei preferito una giunta progressista guidata da Pasquale Tridico. Per quanto riguarda il giudizio, li aspetto sui grandi temi, sulle questioni che attanagliano la nostra regione e per le cui soluzioni non c’è più un minuto da perdere.»
– Alla luce di com’è andata il 6 ottobre, e se potesse tornare indietro, lei ridarebbe fiducia a Tridico o andrebbe su un’altra candidatura presidenziale – non so, Falcomatà, Stasi, tanto per citare due sindaci di centrosinistra?
«Massima fiducia a Tridico, che sceglierei ancora come candidato presidente. Un uomo di grande levatura culturale e umana al tempo stesso, che ha saputo riunire tutta l’area progressista e ha presentato per la Calabria un programma basato su punti chiari mirati a risolvere quei problemi ai quali il primo governo Occhiuto non è riuscito a dare soluzioni e che adesso, al secondo mandato, non ha più scuse per non affrontare e risolvere.»
– Dopo una disfatta come quella subita, non ritiene che la credibilità dei partiti di centrosinistra debba passare dalla convocazione di congressi straordinari? Che senso ha mantenere in sella le stesse segreterie?
«Intanto farei i dovuti distinguo. Certamente abbiamo perso, ma le percentuali registrate dai partiti all’interno della coalizione non sono le stesse e, sebbene il PD abbia tenuto, non basta solo il Partito Democratico per fare il risultato. Precisato questo, ognuno ha fatto e farà le sue riflessioni. Sono convinta che per il PD gli organi direttivi e gli iscritti sceglieranno un percorso comune votato a recuperare quell’anima democratica e di confronto su cui il partito si innesta, ripartendo dai circoli tra la gente e per la gente.»
– La sua affermazione elettorale come inciderà, se inciderà, sugli equilibri sui quali si regge la maggioranza comunale di Corigliano-Rossano, anche perché lei rimarrà presidente dell’assise cittadina, vero?
«Non parlerei di cambiamento di equilibri ma senz’altro di una maggior forza, in virtù della mia elezione in Consiglio regionale, con cui perseguire gli obiettivi e fare gli interessi dei cittadini. Certamente continuerò ad onorare il mandato degli elettori rimanendo presidente del consiglio comunale di Corigliano-Rossano, non essendovi motivi ostativi.»




