Potrebbe arrivare una svolta per la sequenza di assalti ai bancomat che da poco prima di Natale sta attraversando la Calabria. L’ultimo episodio, avvenuto nella notte allo sportello della Banca Centro Calabria di Santo Stefano di Rogliano, potrebbe rivelarsi decisivo per le indagini. Secondo indiscrezioni provenienti da ambienti investigativi, i Carabinieri sarebbero riusciti a identificare e bloccare un sospettato, ritenuto uno dei componenti del gruppo che imperversa nei territori regionali.
Restano ancora da chiarire le modalità dell’intervento: non è noto se il fermo sia avvenuto nell’immediatezza dell’assalto o al termine di una successiva attività investigativa. Da lui potrebbero emergere elementi utili a ricostruire l’intera escalation criminale, che in poco più di tre settimane ha colpito istituti di credito, Poste Italiane e sportelli automatici in diverse province calabresi.
Dal Pollino alla costa ionica: la mappa dei colpi
L’assalto di Santo Stefano di Rogliano richiama per modalità e violenza quanto accaduto a Lauropoli di Cassano allo Jonio, nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 dicembre 2025. In quell’occasione le deflagrazioni furono così potenti da far tremare le abitazioni circostanti. A distanza di appena 24 ore, la banda si sposta di circa 70 chilometri e colpisce a Santa Maria del Cedro, lungo la Statale 18, lo sportello automatico della Bcc Calabria Nord.
Qui l’azione passa quasi inosservata: nessun allarme scatta in tempo e del furto ci si accorge solo ore dopo, quando i titolari delle attività commerciali confinanti – un bar-tavola calda e un’agenzia immobiliare – arrivano sul posto e trovano i segni dell’esplosione.
Dalla costa al Pollino, i cosiddetti “fantasmi” raggiungono Laino Borgo, nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 2025, prendendo di mira l’ufficio di Poste Italiane. Il colpo al Postamat, secondo le prime stime investigative, frutta circa 100mila euro.
San Marco Argentano e la notte di Capodanno
La sequenza non si interrompe. Sempre nel Cosentino, la banda torna in azione a San Marco Argentano, poche ore prima dei festeggiamenti di Capodanno. Intorno alle tre del mattino, un’esplosione devasta il Postamat nella zona dello scalo, lasciando la cittadina a fare i conti con le macerie e con una crescente preoccupazione per la sicurezza.
Gli episodi, per frequenza e distribuzione territoriale, spingono le autorità a un primo confronto istituzionale. In Prefettura si fa il punto durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la consapevolezza di dover fronteggiare uno o più gruppi in grado di agire di notte e di svuotare gli Atm in pochi minuti.
Due colpi nel Catanzarese e la tecnica della “marmotta”
Mentre nel Cosentino si studiano le contromisure, la scia si sposta nel Catanzarese. A Decollatura, nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, viene preso di mira il bancomat della filiale Monte dei Paschi di Siena. L’assalto avviene intorno alle 2:45 e frutta, secondo le ricostruzioni, circa 200mila euro. I malviventi utilizzano la tecnica ormai collaudata della “marmotta”, un dispositivo caricato con polvere pirica inserito nella bocchetta di erogazione del contante e fatto esplodere a distanza.
Trascorrono solo 24 ore e un’altra esplosione colpisce la Bcc di Montepaone, nella frazione Vallefiorita. Il muro viene sgretolato e la cassaforte resta incustodita per pochi istanti, sufficienti per portare via il denaro. Il tema viene posto al centro dell’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Catanzaro, convocato dal prefetto Castrese De Rosa, come risulta dagli atti istituzionali diffusi nei giorni successivi.
Ritorno nel Cosentino e indagini a più regioni
Prima dell’assalto di Santo Stefano di Rogliano, la banda torna ancora una volta nel Cosentino. Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 2026 viene colpito il bancomat del Monte dei Paschi di Siena a Camigliatello Silano, nel comune di Spezzano della Sila, una delle principali località turistiche della zona.Nel frattempo, i comandi investigativi di diverse regioni avrebbero intensificato lo scambio di informazioni. Il fenomeno, infatti, non riguarda solo la Calabria ma si inserisce in un quadro più ampio che da tempo interessa vari centri del Sud Italia.
Un’indagine ancora aperta
L’eventuale coinvolgimento del sospettato bloccato dopo l’ultimo colpo resta ora al vaglio degli inquirenti. Ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti. Le indagini proseguono per chiarire l’organizzazione della banda, l’esatta dinamica di una serie di assalti agli Atm che, per modalità e tempistiche, ha messo sotto pressione istituti di credito e forze dell’ordine.









