Una vicenda giudiziaria che aveva scosso ambienti istituzionali e imprenditoriali calabresi si chiude con un verdetto netto: “il fatto non sussiste”. Il colonnello della Guardia di Finanza Albano Formoso e gli imprenditori Eugenio e Sebastiano Sgromo sono stati assolti con formula piena dal gup di Catanzaro, al termine di un processo che li vedeva imputati per corruzione aggravata e, per i due imprenditori, anche per presunti rapporti con ambienti mafiosi. Una sentenza che ribalta completamente le ipotesi accusatorie e pone fine a un caso che, sin dall’inizio, aveva sollevato clamore per i profili coinvolti e per la delicatezza delle contestazioni.
Nei confronti dell’ufficiale della Guardia di Finanza e dei due imprenditori era stata applicata, rispettivamente, la misura dell’interdizione dai Pubblici Uffici per il primo e quella degli arresti domiciliari per i secondi.
L’ipotesi di corruzione
Secondo la ricostruzione accusatoria, a fronte di un debito fiscale dei due imprenditori, sebbene questi avessero integralmente pagato quanto dovuto all’Agenzia delle Entrate, il fatto che il colonnello Formoso avesse espresso parere favorevole alla revoca del sequestro disposto a garanzia della somma, sarebbe stato interpretato come atto corruttivo, vista l’amicizia personale che lo legava a uno dei fratelli Sgromo.
Ai fratelli Sgromo, inoltre, veniva contestato il pagamento di somme di denaro a favore di soggetti gravitanti in ambienti criminali, seppur non identificati.
Le fasi cautelari e l’intervento della Cassazione
Dopo che il Tribunale della Libertà aveva rigettato i ricorsi dei difensori, la Corte di Cassazione interveniva annullando le ordinanze cautelari e rinviando gli atti al Tribunale di Catanzaro, ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza.
Nel frattempo, la Procura richiedeva il rinvio a giudizio per tutti e tre gli imputati.
Il processo davanti al gup
Comparsi davanti al gup di Catanzaro, gli imputati chiedevano il rito abbreviato.
Il pubblico ministero chiedeva che fossero dichiarati responsabili dei reati ascritti, proponendo sei anni di reclusione per il Colonnello Formoso e sette anni per i fratelli Sgromo. Per il colonnello era stato inoltre richiesto il sequestro di 300.000 euro.
Le difese e la sentenza
Durante la discussione, i difensori — avvocato Francesco Gambardella per il Colonnello Formoso, avv. Francesco Gambardella e avv. Massimiliano Carnovale per Eugenio Sgromo, e avv. Giuseppe Fonte per Sebastiano Sgromo — hanno chiesto l’assoluzione dei loro assistiti, sostenendo l’insussistenza del fatto corruttivo. Rinviato nella precedente udienza per consentire eventuali repliche del pm, il processo è stato trattato nella giornata odierna. Dopo essersi ritirato in camera di consiglio, nel primo pomeriggio di oggi il GUP di Catanzaro ha pronunciato sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.




