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9 Dicembre 2025
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Dalla Costiera Amalfitana al Cosentino: la rotta della cocaina per i turisti di lusso

Sette misure cautelari tra Campania, Puglia, Abruzzo e Calabria. L’inchiesta dei carabinieri di Sorrento svela la presenza di ramificazioni nel Cosentino

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Un traffico di cocaina che partiva da Positano e raggiungeva anche la provincia di Cosenza. È quanto emerso da una complessa attività investigativa dei carabinieri di Sorrento, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, che ha portato all’esecuzione di sette misure cautelari tra le province di Napoli, Salerno, Cosenza, Lecce e Pescara.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la rete di spacciatori riforniva non solo i consumatori abituali della zona, ma anche i turisti stranieri che affollano la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina. L’organizzazione aveva la propria base logistica a Positano, ma episodi di cessione di droga sono stati documentati anche in altri territori, inclusi alcuni comuni calabresi del Cosentino.

Il controllo casuale che ha dato il via all’inchiesta

L’indagine, spiega una nota del procuratore Nunzio Fragliasso, è partita da un semplice controllo stradale nei confronti di uno degli indagati, sorpreso alla guida di un’auto di grossa cilindrata mentre compiva manovre pericolose. Da quell’episodio è emersa una fitta rete di spaccio, con oltre 80 cessioni accertate tra marzo e ottobre 2023. Attraverso intercettazioni, pedinamenti e servizi di osservazione, gli investigatori hanno ricostruito una fiorente attività di vendita di cocaina, destinata a clienti locali e turisti di lusso, pronti a pagare cifre elevate per acquistare la droga.

Misure cautelari e sequestri

Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno sequestrato oltre tre etti di cocaina, già suddivisa in dosi pronte per la vendita. Le misure cautelari disposte dall’autorità giudiziaria hanno riguardato due arresti in carcere, due ai domiciliari (uno dei quali con braccialetto elettronico), oltre a un divieto di dimora in provincia di Salerno, uno a Positano e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

La Calabria come snodo secondario

Secondo gli investigatori, alcune forniture e passaggi di denaro riconducibili al gruppo avrebbero avuto ramificazioni operative anche nel Cosentino, utilizzato come area di supporto logistico per i contatti e lo smistamento dello stupefacente. Una circostanza che, se confermata, estenderebbe ulteriormente la rete di interessi della banda ben oltre i confini campani.



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