Un’organizzazione ritenuta specializzata nel furto di farmaci oncologici e salvavita destinati agli ospedali pubblici, con una base operativa a Napoli ma ramificazioni in Calabria e Sicilia, è stata colpita da una doppia indagine coordinata dalle Procure di Napoli e Reggio Calabria.
I carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone originarie di Napoli e provincia, ritenute – allo stato delle indagini – responsabili di furto aggravato di farmaci oncologici, chemioterapici e biologici ad altissimo costo. Il valore complessivo dei medicinali sottratti dall’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo supera 1,2 milioni di euro. L’inchiesta, tuttavia, si inserisce in un quadro investigativo più ampio che riguarda numerosi episodi analoghi avvenuti in diverse strutture sanitarie del Sud Italia.
L’indagine tra Napoli e Reggio Calabria
L’operazione rappresenta il risultato di una complessa attività investigativa condotta dai carabinieri della Sezione operativa di Melito Porto Salvo, sviluppata tra aprile 2024 e febbraio 2025 dopo una serie di furti avvenuti nella farmacia ospedaliera del presidio sanitario reggino. Le indagini sono partite dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nei pressi dell’ospedale e si sono poi sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e analisi dei dati di traffico telefonico, che avrebbero consentito di ricostruire i movimenti dei presunti responsabili.
Secondo gli investigatori, proprio l’inchiesta calabrese avrebbe rappresentato il punto di partenza per individuare l’intera rete criminale, poi collegata ad altri episodi analoghi oggetto di indagini coordinate dalle Procure di Napoli e Benevento. Dalle attività investigative sarebbe emersa l’operatività di una rete criminale con base logistica a Napoli, specializzata nel colpire farmacie ospedaliere autorizzate alla detenzione di farmaci oncologici e biologici di altissimo valore economico.
Il presunto sistema per colpire le farmacie ospedaliere
Secondo l’ipotesi investigativa, il gruppo avrebbe agito seguendo un modus operandi estremamente pianificato. Prima dei furti venivano effettuati sopralluoghi per studiare accessi e sistemi di sicurezza, mentre per gli spostamenti sarebbero state utilizzate auto a noleggio e per le comunicazioni utenze telefoniche dedicate, spesso intestate fittiziamente per evitare l’identificazione.
Gli investigatori ritengono inoltre che i presunti componenti dell’organizzazione avessero una conoscenza dettagliata dei tempi di approvvigionamento dei farmaci ospedalieri, prodotti rarissimi e custoditi esclusivamente nelle farmacie interne delle strutture sanitarie. Una volta sottratti, i medicinali sarebbero stati immessi in una rete di ricettazione distribuita su più territori, con l’obiettivo di rivenderli illegalmente.
I nomi degli arrestati e degli indagati
Nell’ambito del filone calabrese dell’inchiesta sono finiti in carcere Alessio Donnarumma (classe 1990), Cristofaro Sacchettino (classe 1967) e Danilo De Angelis (classe 1984), quest’ultimo indicato dagli investigatori come guardia giurata in servizio presso il complesso ospedaliero Federico II di Napoli, ritenuta dagli inquirenti una figura chiave nella presunta organizzazione. Secondo l’accusa, De Angelis avrebbe svolto il ruolo di basista, fornendo informazioni e supporto logistico per agevolare l’ingresso dei ladri nella farmacia ospedaliera. Ai domiciliari è invece finito Pasqualino Spadaro. Il giudice per le indagini preliminari ha inoltre disposto obblighi di firma per altri quattro indagati. Nel complesso l’indagine napoletana conta diciassette indagati, tutti a vario titolo accusati – allo stato delle contestazioni – di associazione per delinquere, furto aggravato e ricettazione.
Il colpo da oltre un milione all’ospedale di Melito
Uno degli episodi al centro dell’indagine riguarda proprio il furto avvenuto nella farmacia dell’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, da cui sarebbero stati sottratti farmaci oncologici e biologici per un valore stimato superiore a 1,2 milioni di euro.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i furti nella struttura sanitaria reggina si sarebbero verificati nei mesi di aprile, maggio e luglio del 2024, dando origine all’indagine che ha portato all’emissione dell’ordinanza cautelare. L’attività investigativa avrebbe inoltre consentito di collegare questi episodi ad altri furti avvenuti in strutture sanitarie della Campania.
I furti al Policlinico Federico II di Napoli
Un filone parallelo dell’inchiesta riguarda almeno quattro furti compiuti tra maggio e dicembre 2024 all’interno della farmacia dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli. Il danno complessivo stimato per il Servizio sanitario nazionale ammonterebbe a circa 3,5 milioni di euro.
Tra gli episodi più rilevanti figura quello del 31 maggio 2024, quando furono sottratti farmaci salvavita per oltre 1,4 milioni di euro. In un altro episodio, secondo quanto emerge dalle indagini, avrebbe preso parte anche il figlio dodicenne di uno dei presunti capi dell’organizzazione, circostanza che gli investigatori hanno ritenuto particolarmente significativa nella ricostruzione dei fatti.
Le parole del presidente Occhiuto
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha commentato l’operazione sui social. “Rubare farmaci oncologici destinati ai malati di cancro è un gesto ignobile. È vergognoso quanto accaduto all’ospedale Tiberio Evoli di Melito Porto Salvo. Ringrazio l’Arma dei carabinieri e la Procura di Reggio Calabria per aver smantellato questa banda di criminali senza scrupoli”, ha scritto.









