Dopo la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro, passa in giudicato nel febbraio 2024, con la quale erano state comminate diverse condanne nell’ambito dell’inchiesta “Basso Profilo” condotta nel gennaio 2021 dalla Direzione investigativa Antimafia di Catanzaro, la stessa DIA ha oggi dato esecuzione ad una confisca divenuta definitiva a carico dei sei persone coinvolte, dichiarate responsabili a vario titolo colpevoli, di associazione a delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti, trasferimento fraudolento di valori ed autoriciclaggio aggravati dall’agevolazione mafiosa.
La misura
La misura ablatoria riguarda beni mobili, immobili nonché rapporti bancari e disponibilità finanziarie per una cifra complessiva di circa 4,8 milioni di euro.
Secondo quanto ricostruito in dibattimento, i soggetti destinatari della misura con le loro condotte illecite aiutarono i vertici delle locali di ‘ndrangheta di San Leonardo di Cutro Roccabernarda, nel Crotonese, a creare un rete di imprese “fantasma” (cartiere) dedite all’emissione di fatture per operazioni inesistenti in favore di aziende terze colluse, consentendo a queste ultime di evadere le imposte sui redditi e l’IVA per importi ingenti, nonché di ottenere indebiti rimborsi dall’Erario per crediti fiscali nella realtà inesistenti.




