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20 Gennaio 2026
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Maxi blitz antidroga tra Lombardia, Calabria e Sicilia: 12 arresti e 17 fermi, coinvolto il clan Mancuso (NOMI)

L’indagine ha portato alla luce il coinvolgimento del clan Mancuso di Limbadi, che reinvestiva i proventi illeciti in attività legali. Sequestrati oltre una tonnellata di droga e armi da guerra

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La Polizia di Stato e i Carabinieri, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Milano, hanno eseguito 12 arresti e 17 fermi nell’ambito di un’operazione contro il traffico internazionale di droga, il riciclaggio e altri reati finanziari. L’indagine ha portato alla luce il coinvolgimento del clan Mancuso di Limbadi, che reinvestiva i proventi illeciti in attività legali. Sequestrati oltre una tonnellata di droga e armi da guerra. A vario titolo le accuse nei confronti degli indagati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, riciclaggio, usura e reati fiscali. L’operazione ha coinvolto diverse province italiane, tra cui Milano, Monza, Vibo Valentia, Como e Lecco.

Il doppio filone investigativo

L’inchiesta ha avuto origine da due distinti filoni investigativi, avviati tra il 2021 e il 2023, che hanno permesso di smascherare quattro gruppi criminali convergenti. Il primo filone, condotto dalla Squadra Mobile di Lecco e di Como, ha portato alla luce una rete di narcotraffico con base in Lombardia, che importava grandi quantitativi di droga dalla Spagna e da altri paesi europei per rifornire il mercato italiano. Il volume del traffico si aggirava intorno a una tonnellata di stupefacenti al mese. Il secondo filone investigativo, avviato dai Carabinieri di Milano, ha avuto inizio con l’arresto in Perù di un trafficante diretto a Milano con oltre 2 kg di cocaina. Questa indagine ha permesso di ricostruire il ruolo di un uomo vicino al clan Mancuso, che reinvestiva i proventi del narcotraffico in società fittizie operanti in Lombardia e Calabria.

Il ruolo del clan Mancuso

Le indagini hanno confermato il coinvolgimento del clan Mancuso di Limbadi, potente cosca della ‘ndrangheta vibonese, nel traffico di droga e nel riciclaggio di denaro sporco. L’uomo di riferimento del clan gestiva un’organizzazione criminale operante tra Milano, Monza e Brianza e Vibo Valentia, responsabile di operazioni di riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. L’organizzazione criminale importava droga da Spagna, Belgio e Olanda, per poi distribuirla nel Nord Italia. Il traffico di cocaina era gestito attraverso un sistema di comunicazioni criptate, tra cui la piattaforma SkyECC, e una rete di spacciatori locali attivi a Milano e Monza.

Droga, armi e strumenti tecnologici sequestrati

Nel corso delle operazioni, le forze dell’ordine hanno sequestrato: 1 tonnellata di hashish; 200 kg di marijuana; 10 kg tra cocaina ed eroina; 2 pistole con munizioni. Gli investigatori hanno inoltre scoperto cellulari criptati utilizzati dai membri dell’organizzazione per coordinare le attività illecite.

I nomi degli arrestati

In carcere sono finiti: Antonio Callipari, 32 anni di Locri; Massimiliano Crocco, 48 anni di Cosenza; Francesco Orazio Desiderato, 49 anni di Vibo Valentia; Alessandro Martone, 46 anni di Milano; Franco Santimone, 50 anni di Milano; Pietro Valente, 38 anni di Carate Brianza. Ai domiciliari vanno Marco Roberto De Gaetano, 48 anni di Vibo Valentia; Giuseppe Desiderato, 43 anni di Vibo Valentia; Anastasia Ienuso, 42 anni di Cinquefrondi; Saverio Lo Mastro 62 anni di San Gregorio d’Ippona; Claudio Agostino Romeo, 53 anni di Milano; Maria Savelieva, detta “Masha”, 34 anni (Russia). L’inchiesta continua con ulteriori accertamenti sulle ramificazioni dell’organizzazione e sulle eventuali connessioni con altri clan della ‘ndrangheta.

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