× Sponsor
23 Gennaio 2026
10.2 C
Calabria
spot_img

Caccia ai tesori sommersi sul litorale Vibonese, blitz della Guardia Costiera: due denunce

Sequestrati due metal detector subacquei non autorizzati. Stavano effettuando operazioni subacquee non autorizzate per la ricerca di beni archeologici sommersi

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Nel corso di un’operazione di vigilanza ambientale, i militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Vibo Valentia hanno scoperto due persone impegnate in attività illegali lungo il litorale del Comune di Ricadi, in località Formicoli. I due uomini stavano effettuando operazioni subacquee non autorizzate per la ricerca di beni archeologici sommersi, utilizzando metal detector subacquei senza la necessaria autorizzazione.

Area di interesse archeologico

L’area in cui i due uomini stavano operando è classificata come di interesse archeologico ed è vincolata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria. Inoltre, la zona è regolamentata da un’ordinanza della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, che stabilisce specifiche normative per la protezione del patrimonio archeologico sommerso.

Sequestro degli strumenti e denuncia

Dopo aver accertato l’illegalità delle loro azioni, i militari hanno sequestrato i due metal detector subacquei utilizzati dai trasgressori. Le indagini hanno anche rivelato che i due uomini erano in possesso di bombole di ossigeno, probabilmente utilizzate per agevolare le operazioni di ricerca subacquea. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia ha convalidato il sequestro degli strumenti, e le due persone sono state deferite all’Autorità Giudiziaria. Questo intervento si inserisce nell’ambito delle attività di controllo e vigilanza condotte dalla Guardia Costiera di Vibo Valentia, finalizzate a tutelare l’ambiente marino e costiero e a proteggere i beni archeologici subacquei

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE