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6 Dicembre 2025
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A 22 anni dalla strage di Nassiriya, Mattarella: “L’Italia continuerà a contribuire alle missioni internazionali”

Nella Giornata del Ricordo dei Caduti, il Capo dello Stato ribadisce l'impegno internazionale del Paese, portando la riconoscenza della Repubblica ai militari e civili impegnati nelle aree di crisi.

A ventidue anni esatti dalla tragica Strage di Nassiriya, in occasione della Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio solenne al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ribadendo l’impegno incrollabile dell’Italia. Il Capo dello Stato ha affermato che l’Italia, fedele alla propria tradizione di dialogo e cooperazione, “continuerà a contribuire con determinazione alle missioni internazionali“, mettendo a disposizione personale militare e civile nelle aree di crisi. Questo impegno riflette i valori sanciti dalla Costituzione e il profondo senso di umanità che anima la comunità nazionale.

La memoria del sacrificio e le nuove ferite del mondo

Mattarella ha reso omaggio alla memoria di quanti hanno donato la vita per il bene comune, dalle vittime in Congo nel 1961, passando per Nassiriya, fino ai conflitti più recenti, sottolineando come abbiano operato “per la Patria e per la causa della solidarietà internazionale“.

Il messaggio del Presidente non ha tralasciato di analizzare le attuali e dolorose ferite che attraversano il mondo, citando l’area del Sahel, il conflitto che coinvolge l’intero Medio Oriente e la guerra che da oltre tre anni insanguina il suolo ucraino, tragedie che continuano a mietere vittime civili innocenti. Il Capo dello Stato ha ammonito che queste tragedie, alimentate da odio e contrapposizioni, rischiano di allargarsi, rinfocolare conflitti sopiti e generare instabilità, nuove forme di neocolonialismo e pericoli per la sicurezza internazionale. Ai militari e civili impegnati oggi nelle zone di conflitto, il Presidente ha assicurato il sostegno e l’affetto di tutti gli italiani.

Nassiriya, 12 novembre 2003: la tragedia e i Carabinieri

La data del 12 novembre 2003 rimane una cicatrice indelebile nella memoria collettiva. Alle 10,45, ora locale, quattro kamikaze a bordo di due veicoli imbottiti con un carico stimato tra i 150 e i 300 chili di esplosivo si lanciarono contro la Base Maestrale italiana a Nassiriya, in Iraq. Nell’attentato persero la vita diciannove connazionali, tra militari e civili. Dodici delle vittime appartenevano all’Arma dei Carabinieri. Tra i feriti che si salvarono, fu la Maresciallo Marilena Iacobini, che oggi comanda la Stazione dei Carabinieri di Pitigliano, in provincia di Grosseto.

Il Cordoglio delle istituzioni: La Russa, Fontana e Musumeci

Anche le più alte cariche istituzionali si sono unite al ricordo, sottolineando il valore e la dedizione dei caduti. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha omaggiato su social media coloro che hanno servito la Patria fino all’estremo sacrificio, affermando che la strage di Nassiriya ha segnato profondamente la coscienza nazionale e ha rinnovato l’orgoglio per le Forze Armate.

Il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che stamattina parteciperà alla celebrazione della Santa Messa in suffragio nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli al Campidoglio, ha ricordato con commozione le diciannove vite spezzate, unendosi nell’impegno per la pace e rivolgendo un pensiero ai familiari. Similmente, il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha onorato il sacrificio, sottolineando come esso richiami ancora oggi ai valori di coraggio, dedizione e amore per la Patria.

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