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11 Dicembre 2025
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Dal silenzio al suono: il miracolo dell’orecchio bionico che ridona l’udito

Grazie a sistemi robotici all’avanguardia, due giovani pazienti affetti da sordità profonda iniziano a percepire il mondo sonoro

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Un bambino di tre anni affetto da sordità congenita e una ragazza di quattordici anni con sordità profonda hanno recuperato l’udito grazie a un innovativo intervento di impianto cocleare robot-assistito. L’operazione è stata eseguita dall’équipe dell’Unità di Audiologia e Otochirurgia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, centro di riferimento nazionale per la diagnosi della sordità neonatale e per le patologie otologiche complesse.

I due giovani pazienti ora percepiscono suoni e voci, con un impatto significativo sulla loro vita quotidiana. Sono circa mille gli interventi effettuati ogni anno presso il Bambino Gesù per la cura della sordità infantile, tra cui impianti cocleari e trattamenti specialistici complessi.

Cos’è l’orecchio bionico

L’orecchio bionico è una protesi cocleare in grado di sostituire completamente la funzione della coclea, convertendo le onde sonore in impulsi elettrici per il cervello. L’impianto è composto da una parte interna, inserita nella coclea, e una parte esterna che riceve i suoni dall’ambiente e li trasmette al cervello. Grazie alla chirurgia robotica, l’inserimento dell’impianto avviene in modo preciso e non traumatico, riducendo i rischi per le delicate strutture nervose dell’orecchio interno.

Tecnologia robotica e intervento mininvasivo

Il team guidato dal professor Pasquale Marsella ha utilizzato due sistemi robotici, “Otoarm” e “Otodrive”, per guidare con estrema precisione gli strumenti chirurgici durante l’inserimento dell’elettrodo nella coclea. Marsella ha dichiarato: “L’intervento si è svolto senza complicazioni e i due pazienti stanno bene. Il bambino ha potuto accendere il suo nuovo impianto cocleare già dopo una settimana dall’operazione, iniziando così a sentire i suoni per la prima volta”.

Un risultato fondamentale è stato il mantenimento dell’udito residuo nell’orecchio operato: Ciò conferma l’atraumaticità e la mininvasività dell’approccio chirurgico robot-assistito”, ha aggiunto il professore.

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