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20 Gennaio 2026
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Decreto Sicurezza, la bocciatura dei giuristi: “Viola la Costituzione, è un pericolo per la democrazia”

Oltre 200 giuristi italiani contestano il decreto Sicurezza del governo Meloni. Denunciano violazioni della Costituzione, compressione dei diritti e un uso improprio della decretazione d'urgenza. Appello pubblico per difendere le garanzie democratiche.

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Più di 200 giuspubblicisti provenienti da tutte le università italiane hanno firmato un appello pubblico contro il decreto Sicurezza varato dal governo Meloni. Il provvedimento, accusano, viola la Costituzione e reprime il dissenso, compromettendo diritti fondamentali irrinunciabili in una democrazia.

Critiche all’iter e ai contenuti del decreto

Il decreto Sicurezza, nato come disegno di legge e poi trasformato in decreto per accelerarne l’approvazione, è stato subito al centro di polemiche. Le norme già in vigore spaziano dal carcere alle manifestazioni, dalla cannabis light ai servizi pubblici. Il Parlamento ha meno di due mesi per convertirlo in legge.

I rilievi di incostituzionalità sollevati dai giuristi

Secondo i firmatari, il decreto è “un disegno estremamente pericoloso” che comporta un “irragionevole aumento delle sanzioni penali“, incompatibile con la decretazione d’urgenza. Vengono citate violazioni del principio di uguaglianza, criticando l’equiparazione tra centri di trattenimento per stranieri e carceri, e l’assimilazione della resistenza passiva a veri e propri atti di rivolta.

L’appello agli organi di garanzia

I giuristi invitano gli organi di garanzia a vigilare. Ribadiscono che il decreto non solo minaccia le prerogative costituzionali del Parlamento, ma mette a rischio l’intero impianto dei diritti civili in Italia.

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