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23 Gennaio 2026
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Liliana Resinovich sarebbe stata soffocata. I particolari emergono dalla nuova perizia effettuata sul cadavere

La riapertura delle indagini aveva portato alla riesumazione, avvenuta il 13 febbraio 2024, delle spoglie dal cimitero di Sant'Anna dove erano state seppellite. La Procura aveva inizialmente chiesto l'archiviazione per suicidio

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Nuovi sviluppi sulla morte, avvolta nel mistero, di Liliana Resinovich, la donna di 63 anni scomparsa da Trieste 14 dicembre 2021 e il cui cadavere fu trovato il 5 gennaio 2022 nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico. Stando a quanto trapela, in attesa che venga resa nota la perizia medico-legale sulle spoglie riesumate di Liliana, depositata due giorni fa in Procura a Trieste dopo numerosi rinvii, la donna sarebbe stata uccisa, soffocata, e dunque sarebbe morta per asfissia.

Nel momento del ritrovamento del cadavere la donna aveva la testa in due sacchetti trasparenti di tipo alimentare fissati al collo con un cordino e il corpo in due grandi sacchi neri, di quelli utilizzati per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, uno infilato dall’alto e dal basso l’altro.

La riesumazione e le nuove indagini

Quella del soffocamento non è una ipotesi del tutto nuova: la tesi del suicidio sostenuta dalla Procura – che dopo vari mesi di indagine e tanti esami eseguiti aveva chiesto l’archiviazione del caso – da sempre aveva suscitato forti dubbi. Non aveva nemmeno convinto il Gip del Tribunale, Luigi Dainotti, che l’aveva praticamente smontata. Il Gip aveva individuato in oltre venti i punti da approfondire. La riapertura delle indagini aveva portato alla riesumazione delle spoglie dal cimitero di Sant’Anna dove erano state seppellite (riesumazione avvenuta il 13 febbraio 2024).

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