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20 Aprile 2026
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La prevenzione nella lotta al cancro, Abbonante: “Arma efficace, ma usata male” | Calabria7

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di Danilo Colacino – I casi eclatanti di Siniša Mihajlović, purtroppo morto la settimana scorsa, e di un Gianluca Vialli invece allo stato attuale disperatamente in lotta per la vita. Ex campioni dello sport, ancora relativamente giovani. Ricchi e famosi. Amati dalla gente. Che forse hanno, del tutto involontariamente come ovvio, gettato nello sconforto centinaia di migliaia di persone. Adesso più convinte di prima che di tumore si muore. Sempre o quasi. Affermazione però smentita dal primario del reparto di Chirurgia plastica e direttore del Dipartimento di Chirurgia e specialità chirurgiche dell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, Francesco Abbonante.

“Il dispiacere per la perdita o la sofferenza – spiega il medico – di queste persone famose, che ci sembrano quasi degli amici per la loro popolarità, può portare fuori strada. Il cancro uccide, certo. Ma non è per forza una condanna a morte. Basti pensare, ad esempio, al carcinoma mammario in cui si sono fatti passi da gigante sul fronte delle cure”.

Sì, d’accordo, ma abbiamo ancora dei ‘mostri’ come i tumori di pancreas, colon, stomaco e soprattutto polmone.

“Si tratta di neoplasie gravi, ma un’arma davvero molto efficace per contrastarli c’è. Peccato non la si usi in modo adeguato. Mi riferisco alla prevenzione. Agli screening e ai controlli a tappeto per fasce d’età e categorie a rischio. Penso, per dire, ai fumatori”.

I controlli preventivi sono insomma la chiave di volta.

“Sì, perché spessissimo ci si sottopone ad esami diagnostici soltanto all’insorgere di taluni sintomi. Sovente, però, è tardi. Ma non sempre. Io stesso infatti, proprio di recente, di fronte a un paziente di mezza età che era venuto da me per un’ernia inguinale, tuttavia lamentando una dolorabilità in un’altra parte del corpo, ho voluto approfondire rinvenendo poi un polipo. Che, se non scoperto e subito asportato, poteva degenerare fino a portare ad estreme conseguenze”.

Poche analisi e specifici test, quindi…

“Qui da noi al Sud, di sicuro. Al Nord invece è assai diverso, anche se lì c’è una bassa qualità della vita in termini di aria, alimentazione e ritmi professionali, che aumentano notevolmente l’incidenza delle patologie neoplastiche”.

Ma cosa rende i tumori tanto diversi?

“È semplice: l’organo in cui si originano. Fattore che cambia di molto le cose, anche nella direzione dell’esplorabilità. Adesso, però, abbiamo dei macchinari molto sofisticati. Che in alcuni frangenti rilevano neoplasie, anche di pochi millimetri. Certo, vanno poi fatte tante altre considerazioni. Come in relazione alle recidive”.

Anni fa si era parlato di una Chirurgia ‘avveniristica’ con l’impiego di robot e bracci meccanici nelle operazioni di asportazione dei tumori. A che punto siamo?

“In alcune tipologie di cancro se ne fa effettivamente ricorso. A cominciare dalla visione computerizzata dell’intervento. Accade ad esempio per le rimozioni delle neoplasie cerebrali, in cui non si può essere troppo radicali. Altrimenti i danni che si potrebbero arrecare al paziente, potrebbero superare i benefici”.

E relativamente alla ricerca, cosa dicono le statistiche?

“Che si lavora senza sosta nei Centri specializzati di tutta Italia e del mondo intero. E si ottengono risultati ragguardevoli come sul melanoma. Cancro per cui prima si ricorreva quasi esclusivamente all’asportazione chirurgica mentre ora, proprio grazie a studi molto avanzati, si cura con la terapia genica e biologica”.

© Riproduzione riservata.
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