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13 Febbraio 2026
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Sperpero di soldi per la Notte Piccante a Catanzaro, nel 2021 un flop

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di Danilo Colacino – Nell’avviso pubblico sui Grandi Eventi della Regione del 3 dicembre 2021 compare tra i “sodalizi” beneficiari anche l’associazione Nuova-Mente (LEGGI). Motivo? L’organizzazione della Notte Piccante 2021. Quella di fine anno. La versione invernale o, se preferite, natalizia di una festa che a Catanzaro aveva iniziato a scrivere una storia di successo. Interrotta dalla mancanza di risorse, che adesso ci sono “nuovamente”. Sarebbe il caso di dire.

Soldi utili a finanziare una sorta di brutta copia – parere anche opinabile, ma a nostro avviso suffragato da una serie di elementi oggettivi – di un appuntamento che arrivava quasi a fine estate in un sabato sera, protraendosi poi fino alle prime luci dell’alba di domenica, capace di attrarre nel centro storico del capoluogo calabrese decine di migliaia di visitatori. Gente proveniente da ogni dove, pure dalle altre province della Calabria e non solo, in cerca di una botta di sano divertimento. Una pazza notte, insomma. Molto… pepata. In tutti i sensi del termine. Affari d’oro, dunque, per gli operatori economici del food del nucleo centrale della città.

Lo “spezzatino”

Niente a che vedere con lo “spezzatino” di circa dodici mesi orsono con un cartellone di iniziative sparse, in programma vari giorni. Ingredienti della kermesse? Tanto immancabile morzello da gustare (of course), il pullman di una radio nazionale, un po’ di lustrini e paillettes, buona musica, poca gente complice la pandemia da Covid e così via. Uno spettacolo però da fruire rigorosamente in cappotto, cappello, sciarpa e guanti. Ma tant’è, la cosa è sembrata funzionare. Considerato come nell’ambito di un bando con una dotazione pari a poco meno di 2 milioni e 200mila euro, l’associazione promotrice della stessa rassegna ha ottenuto quasi il 10% della somma complessiva. Vale a dire, 210mila euro. Certo non è l’unica ad aver ottenuto tale cifra, ma figura di sicuro fra i sodalizi che hanno avuto di più.

Contributo sproporzionato e ingiustificato

Ora, a prescindere dal fatto che si sia trattato di una manifestazione bella e coinvolgente, appare del tutto sproporzionata, per non dire ingiustificata, la cospicua entità del contributo ricevuto. Oltretutto partendo, come premesso, dal presupposto che tale manifestazione, almeno per come è stata ideata e concepita originariamente, appare snaturata. È la ragione per cui, sebbene la sacrosanta voglia di alcuni di festeggiare il Natale in forma collettiva e all’aperto in modo gratuito, in tempi come questi, dominati da una gravissima crisi congiunturale, probabilmente sarebbe il caso di stringere i cordoni della borsa. Peraltro alla luce di oggettivi elementi di perplessità in relazione al rapporto fra costi (ben remunerati, forse troppo, lo si ribadisce) e ricavi (in apparenza scarsini). Riflessione quest’ultima, che se non confutata con conti e carte alla mano, suggerirebbe molta più cautela nell’elargire somme a molti zeri. Che potrebbero magari servire per tutt’altre urgenze e necessità.

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