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5 Dicembre 2025
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Cosenza e Reggio si prendono tutto, Forza Italia svuota l’area centrale e taglia fuori Catanzaro

Nell'azzurro calabrese non c'è più spazio per il centro. Cosenza domina la Giunta, Reggio il Consiglio. Catanzaro e il suo territorio restano senza peso, senza ruoli e con molti mal di pancia

Nell’ennesimo risiko azzurro, l’area centrale della Calabria — quella che ruota attorno a Catanzaro — esce sconfitta su tutta la linea. Niente incarichi, niente rappresentanza, niente visibilità. Il cuore geografico e politico della regione si ritrova svuotato di peso specifico, schiacciato tra la potenza di Cosenza e il contropotere di Reggio. Un tempo baricentro del partito, oggi Forza Italia Catanzaro è un guscio vuoto, ridotto a subire le scelte imposte dall’alto e a guardare gli altri spartirsi tutto.

Catanzaro fuori da tutto

Mentre Occhiuto e Cannizzaro si dividono la mappa azzurra tra nord e sud, Catanzaro resta ai margini, a fare da spettatrice di un gioco in cui non conta più. Il malcontento cresce, i volti si allungano, e sotto la cenere comincia a bruciare il fuoco della resa dei conti.

Cannizzaro fa l’asso piglia tutto e Forza Italia Reggio fa incetta di incarichi in Consiglio regionale. Di più: Crinò va a fare il vicepresidente in quota Occhiuto presidente, e Giannetta diventa capogruppo di Forza Italia nell’Astronave. Tutto Reggio, tutti reggini. Proprio come Occhiuto ha fatto in Giunta, ma in salsa cosentina, riconfermando Gallo e promuovendo Straface ad assessore in rappresentanza della componente Forza Italia Cosenza.

Gli esclusi e i delusi

Dal braccio di ferro restano fuori due fedelissimi di Occhiuto, Caputo e Succurro. Pazienza. È andata però molto peggio a Forza Italia Catanzaro, a cui non sono arrivate neanche le briciole. I due eletti — il presidente della Provincia di Crotone e sindaco di Cirò Marina Sergio Ferrari e il capogruppo in Consiglio comunale a Catanzaro Marco Polimeni — dovranno aspettare il prossimo giro, sperando in qualche presidenza di commissione che possa realmente contare.

Entrambi pagano il noviziato: Ferrari ottiene solo un premio di consolazione come coordinatore provinciale di Crotone, mentre Polimeni, che già lo era, ha fatto una mossa in controtendenza — ha lasciato il posto di consigliere comunale, annunciando le dimissioni. Nessuno dei due, però, è mai stato in corsa per un assessorato. Non sia mai: un ripescaggio avrebbe portato in Consiglio la prima dei non eletti, Betty Aiello, sponsorizzata (anche) da Mimmo Tallini, e davanti all’uscente Antonello Talerico, rimasto consigliere comunale semplice con il dente avvelenato. Eppure tutti insieme hanno trascinato Forza Italia ad essere il primo dell’area centrale all’epilogo di un duello all’ultimo voto.

Fuoco sotto la cenere

La resa dei conti in Forza Italia Catanzaro non è ancora iniziata, ma è fuoco sotto la cenere. Occhiuto avrà un bel da fare per placare i mal di pancia — più o meno visibili — nell’area centrale del partito. Tra i delusi anche Michele Comito, candidato nella lista del presidente ma battuto dal vicecoordinatore regionale di Forza Italia Emanuele Ionà.

E dire che lui l’assessore avrebbe potuto farlo per davvero e sarebbe stata una promozione meritata per mister Audi Zentrum Lamezia. Niente da fare: in Consiglio sarebbe entrato proprio Comito, cioè un uomo di Mangialavori, e questo a non conveniva soprattutto a Cannizzaro si dice. Meglio soprassedere.

Si dovrà accontentare delle briciole pure Vibo, abituata a molto di più negli ultimi anni. Poca cosa la nomina imminente di Francesco Pascale, fedelissimo di Mangialavori, a capo del Parco delle Serre, dove il commissario Alfonsino Grillo è in scadenza e non verrà rinnovato.

Il ventre molle azzurro

L’area centrale di Forza Italia, un tempo dominante, è oggi il ventre molle azzurro, schiacciato tra Occhiuto a nord e Cannizzaro a sud. Cosenza domina in Giunta, Reggio in Consiglio, Crotone e Vibo restano fuori da tutto, e Catanzaro si salva solo grazie a Mancuso e la Lega, Montuoro e Fratelli d’Italia. Guarda caso, proprio i due partiti che si contenderanno il dopo Fiorita, mentre Forza Italia sembra guardare già altrove.

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