Il consigliere comunale di Catanzaro Antonello Talerico ha espresso una dura analisi sulla situazione della città, individuando nella frattura culturale e nella perenne logica della contrapposizione interna l’ostacolo principale allo sviluppo. Secondo Talerico, questo limite storico e strutturale frena Catanzaro più di qualsiasi mancanza infrastrutturale. La complessa geografia urbana, con i suoi molti quartieri, si riduce sistematicamente allo schema del “noi contro loro”, focalizzato sul conflitto tra Catanzaro Centro e Catanzaro Lido, all’interno del quale viene schiacciata anche l’area direzionale di Germaneto.
La frattura si ripete su ogni tema
Questa polarizzazione, ormai non più semplice dialettica urbana, ma vera e propria frattura culturale, si manifesta in ogni decisione strategica, trasformando ogni scelta in terreno di scontro. Il consigliere ha citato numerosi esempi di questa dinamica sterile:
Capodanno: “Un evento simbolico che dovrebbe unire la comunità è diventato l’ennesima occasione per dividersi. Centro o Lido? Come se la crescita della città dipendesse da un palco piantato da una parte o dall’altra”.
Ospedale: La discussione si polarizza sulla collocazione: deve rimanere in città, andare a Germaneto o scendere verso Lido?
Stadio: Meglio mantenerlo al Centro o trasferirlo?
Talerico osserva che “ogni grande scelta diventa un terreno di scontro, mai un punto di sintesi“. È palese, a suo avviso, che “una città che riesce a spaccarsi su tutto è una città che non ha ancora costruito una propria identità collettiva. E senza identità, non c’è crescita possibile“.
Il vuoto della leadership amministrativa
Accanto al limite culturale, il consigliere Talerico ha individuato un secondo problema, giudicato altrettanto grave: “L’incapacità dell’amministrazione di guidare, spiegare, motivare, accompagnare le scelte“. La critica è rivolta a una leadership che “comunica poco, male o tardi; che non costruisce percorsi partecipati; che non spiega i criteri, le ragioni, i benefici di una decisione“. In questo vuoto di comunicazione e di visione, prosegue Talerico, “è inevitabile che i cittadini riempiano lo spazio con sospetti, timori, rivendicazioni territoriali“.
L’urgenza di una svolta culturale
La conclusione del consigliere è netta: “Catanzaro non cresce perché manca una guida capace di affrontare il tema più importante: la trasformazione culturale e mentale della città“. Non è sufficiente l’amministrazione dell’ordinario, ma serve “indicare una direzione, costruire consenso, far capire perché una scelta è strategica per tutti e non per una sola parte“.
Senza questo salto di maturità civica, che Talerico ritiene l’attuale amministrazione non stia conducendo, “ogni progetto diventerà terreno di scontro, ogni scelta una miccia accesa, ogni proposta una battaglia di appartenenza“. Catanzaro deve superare la guerra tra Centro e Lido, che “non ha né vincitori né utilità“, per iniziare a ragionare come una comunità unica. Il messaggio finale è perentorio: “Una città spaccata non cresce. Una città confusa non decide. E soprattutto: una classe dirigente che non sa unire non può guidare il cambiamento“.




