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14 Gennaio 2026
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Calabria
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Restauro chiese, tre province escluse dal finanziamento. Alecci presenta un’interrogazione in Consiglio regionale

L'esponente del Partito democratico loda l'iniziativa, ma solleva molti dubbi sulla ripartizione delle somme: "Tutte le nostre chiese e cattedrali dovrebbero essere salvaguardate. E' necessario un approccio più equo"

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Il consigliere regionale del Partito Democratico Ernesto Alecci ha presentato un’ interrogazione in Consiglio regionale per fare chiarezza sui finanziamenti erogati dalla Regione Calabria relativi al decreto dirigenziale per la “Manutenzione straordinaria e/o restauro di edifici di culto”. La questione riguarda un investimento significativo destinato alla salvaguardia e al restauro di chiese e cattedrali, ma con alcune evidenti discrepanze geografiche che hanno suscitato dubbi.

I finanziamenti

Il decreto in oggetto prevede uno stanziamento complessivo di 10,5 milioni di euro per il restauro e la messa in sicurezza di chiese, cattedrali e altri edifici religiosi presenti su tutto il territorio regionale. Questi fondi hanno l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e religioso della Calabria, contribuendo a preservare il suo immenso valore storico e artistico.

La distribuzione delle risorse

Tuttavia, una volta esaminato il riparto dei fondi, emergono alcune evidenti incongruenze che hanno suscitato preoccupazione. In particolare, la provincia di Cosenza riceve una parte considerevole dei finanziamenti, pari a 8 milioni di euro, mentre alla provincia di Reggio Calabria vengono destinati 2,5 milioni di euro. Le province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia risultano, invece, completamente escluse dal piano di finanziamenti.

Alecci ha commentato questa distribuzione, definendola “strana” e sollevando dubbi su una possibile disparità di trattamento tra le diverse province calabresi. La distribuzione dei fondi sembra, quindi, sollevare interrogativi legittimi su come siano stati determinati i criteri di accesso.

I dubbi

Un altro punto sollevato dal consigliere riguarda i criteri di accesso ai finanziamenti. Secondo Alecci, i criteri sarebbero stati definiti attraverso una delibera di indirizzo della Giunta regionale emanata dopo la presentazione delle domande. Questo ordine temporale appare anomalo, in quanto i requisiti di accesso ai finanziamenti dovrebbero essere predeterminati e resi pubblici prima della ricezione delle richieste, per garantire trasparenza e correttezza.

Un’iniziativa da verificare

Alecci ha riconosciuto che lo stanziamento dei fondi rappresenta un’iniziativa fondamentale per la salvaguardia del patrimonio culturale e religioso della Calabria. Le chiese, le cattedrali e i luoghi di culto sono, infatti, non solo monumenti storici e artistici, ma anche centri di riferimento religioso per le comunità locali. La protezione di questi edifici è essenziale, non solo dal punto di vista culturale, ma anche per il legame che essi rappresentano con le tradizioni e la storia delle varie località calabresi.

Irto chiede chiarezza

Nonostante il valore dell’iniziativa, Alecci ha sottolineato la necessità di chiarire l’adeguatezza delle procedure adottate. La sua interrogazione in Consiglio regionale ha l’obiettivo di verificare la correttezza dell’operato della Giunta regionale e di escludere qualsiasi possibilità di discrezionalità nella gestione dei fondi.

Tutte le nostre chiese e cattedrali dovrebbero essere salvaguardate”, ha concluso Alecci, evidenziando che un approccio equo e trasparente è essenziale per garantire che ogni comunità calabrese possa beneficiare di questi finanziamenti.

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