Le nuove nomine del Capo e del Vice Capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio regionale della Calabria – firmate dopo l’elezione di Salvatore Cirillo – fissano la scadenza degli incarichi al 31 ottobre 2030, individuata come data presunta di fine legislatura.
Una formula inedita: negli atti precedenti, infatti, gli incarichi erano legati al rinnovo dell’Ufficio di Presidenza, che lo Statuto regionale impone ogni 30 mesi, come stabilito dall’articolo 20. Lo scostamento emerge chiaramente confrontando le determinazioni pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria.
Il precedente con Mancuso
La determinazione che nel 2021 conferisce a Domenico Macrì l’incarico di Capo di Gabinetto del Presidente Filippo Mancuso stabilisce esplicitamente che l’incarico: “si risolve il 15 maggio 2024, data di rinnovo del Presidente del Consiglio regionale e dell’Ufficio di Presidenza”. La stessa formula viene utilizzata nel 2024 per la nomina di Carmelo Nucera a Vice Capo di Gabinetto: “il suddetto incarico si risolve il 4 ottobre 2026 (data presunta di fine legislatura)”, ma la proposta originaria riportava la scadenza al rinnovo dell’Ufficio di Presidenza, come da comunicazione politica precedente. È dunque documentato che, per l’intera legislatura guidata da Mancuso, la scadenza degli incarichi dell’Ufficio di Gabinetto era sempre stata collegata al rinnovo dell’Ufficio di Presidenza, esattamente come prevede lo Statuto regionale.
Cosa dice lo Statuto
L’articolo 20 dello Statuto della Regione Calabria stabilisce in modo chiaro che: “Il Presidente del Consiglio e l’Ufficio di Presidenza sono rinnovati dopo trenta mesi dalla prima seduta del Consiglio regionale“. Un rinnovo obbligatorio, fissato a metà legislatura, che comporta – sul piano politico e funzionale – la cessazione degli incarichi da esso dipendenti, compreso quello del Gabinetto.
La novità con Cirillo
Le nuove determinazioni – relative al Capo di Gabinetto Carmelo Nucera e alla Vice Capo Sabina Cannizzaro – cambiano radicalmente l’impostazione. La determinazione n. 548/2025 (nomina Nucera Capo di Gabinetto) stabilisce: “il suddetto incarico si risolve il 31 ottobre 2030 (data presunta di fine legislatura)”. La determinazione n. 526/2025 (nomina Cannizzaro Vice Capo) riporta la medesima formulazione: “il suddetto incarico si risolve il 31 ottobre 2030 (data presunta di fine legislatura)”. Nessun riferimento alla precedente prassi amministrativa. Nessun richiamo al rinnovo degli organi dopo 30 mesi. Nessuna formula di raccordo con l’articolo 20 dello Statuto.
Il punto critico: prima e oggi
La differenza rispetto agli atti precedenti è evidente. Prima gli incarichi del Gabinetto cessavano automaticamente al rinnovo dell’Ufficio di Presidenza (cioè dopo 30 mesi); oggi durano fino alla “presunta fine legislatura”, cioè ben oltre il limite statutario del rinnovo obbligatorio. La scelta – formalizzata nei provvedimenti – non contiene motivazioni giuridiche o interpretative che spieghino il distacco dal modello precedente. Non si tratta, è bene precisarlo, di una contestazione di legittimità, ma della semplice evidenziazione di una discontinuità amministrativa documentata, che pone interrogativi politici e istituzionali.
Collegare gli incarichi del Gabinetto alla fine della legislatura anziché al rinnovo dell’Ufficio di Presidenza produce almeno tre effetti: allunga automaticamente la durata degli incarichi, potenzialmente quasi quinquennale; sgancia il rapporto fiduciario dal rinnovo obbligatorio degli organi interni del Consiglio; altera la prassi amministrativa consolidata, documentata negli atti delle legislature precedenti. Le determinazioni ufficiali analizzate mostrano un cambio netto nella durata degli incarichi del Gabinetto del Presidente del Consiglio regionale. Un cambio che non deriva da una modifica normativa, ma evidentemente da una diversa interpretazione amministrativa.




