La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 18 mesi di reclusione (pena sospesa) per Mimmo Lucano, sindaco di Riace, per un episodio di falso legato alla gestione dell’accoglienza dei migranti. La condanna riguarda una delle 57 delibere contestate nell’ambito di un’indagine.
La sentenza
Mimmo Lucano è stato sindaco di Riace dal 2004 al 2018 e successivamente è stato rieletto nel giugno scorso. Durante il suo mandato, è diventato noto per le sue politiche di accoglienza dei migranti. Nel 2021, Lucano era stato condannato in primo grado a 13 anni e 6 mesi di carcere per 21 reati legati alla gestione dei progetti di accoglienza dei migranti, tra cui associazione a delinquere, falso in atto pubblico, peculato, abuso d’ufficio e truffa. Tuttavia, nella sentenza d’appello, i giudici avevano assolto Lucano dalla maggior parte delle accuse e la pena era stata ridotta a 18 mesi.
La Cassazione ha confermato questa decisione. La condanna con pena sospesa implica che la pena non venga eseguita per un determinato periodo, al termine del quale il reato può essere considerato estinto. Se la persona condannata commette lo stesso reato durante questo periodo, dovrà scontare l’intera pena.
Lucano: “Teorema per ostacolare l’accoglienza”
“Io non avevo fatto nulla dei reati che mi contestavano. È stato un teorema studiato ed elaborato proprio per ostacolare una storia di accoglienza che è stata unica nel mondo”, è il commento a caldo di Mimmo Lucano, sindaco di Riace ed europarlamentare di Avs. “Oggi sono felice per questa sentenza. – aggiunge – Lo sono per me, per la mia famiglia e per tutte le persone che mi sono state vicine in Italia e in Europa. Sono abituato a non avere rancori. Ma era evidente che era una macchinazione, perché avevamo fatto delle cose che interferivano con questioni che erano al di là di Riace. Penso alla coincidenza temporale degli accordi tra Italia e Libia che ritengo siano strettamente collegati con quello che ha subito Riace”.









