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16 Maggio 2026
16 Maggio 2026
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Liste d’attesa infinite e pazienti in fuga, la Regione paga lo studio: 24 mila euro per capire ciò che è già noto

La Giunta regionale liquida la prima tranche di uno studio esterno affidato alla Fondazione Gimbe mentre i cittadini continuano a curarsi fuori regione e i tempi di attesa restano un’emergenza strutturale

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La sanità calabrese continua a perdere pezzi, pazienti e risorse. E mentre liste d’attesa infinite e migrazione sanitaria restano una realtà quotidiana per migliaia di cittadini, la Regione Calabria ha deciso di affidarsi – ancora una volta – a uno studio esterno. Con un decreto dirigenziale, pubblicato sul Burc, la Giunta ha infatti disposto la liquidazione di 24.400 euro (Iva inclusa) in favore della Fondazione Gimbe, quale prima tranche di un incarico complessivo da 80 mila euro per l’elaborazione di uno studio sui fabbisogni sanitari regionali.

Lo studio “per capire” ciò che è già noto

L’obiettivo formale è ambizioso: ridurre le liste d’attesa e contrastare la cosiddetta mobilità apparente, ovvero quelle prestazioni che potrebbero essere erogate in Calabria ma che, per carenze organizzative o strutturali, finiscono per essere contabilizzate fuori regione. Un fenomeno che pesa milioni di euro sul bilancio regionale e costringe i cittadini a viaggi della speranza verso il Nord.

Tuttavia, leggendo il provvedimento, emerge un paradosso difficile da ignorare: molte delle criticità che lo studio dovrebbe “analizzare” sono già ampiamente documentate da report ufficiali, a partire da quelli di Agenas e dagli stessi monitoraggi ministeriali senza dimenticare tutti i dati che potrebbero fornire le varie Aziende sanitarie ed ospedaliere per confluire nei data-base di Azienda Zero senza alcune esternalizzazione del servizio. Nonostante ciò, la Regione ha ritenuto necessario un ulteriore approfondimento esterno, affidato tramite trattativa diretta su Mepa, senza confronto competitivo.

Affidamento diretto e tempi lunghi

L’incarico alla Fondazione Gimbe prevede analisi su mobilità sanitaria 2022, liste d’attesa 2024 e indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia, con tempi di consegna che arrivano fino a sei mesi dall’avvio del progetto. La fattura ora liquidata – 20 mila euro più Iva – riguarda esclusivamente la fase di avvio dello studio.

Nel frattempo, però, i problemi restano tutti sul tavolo: ospedali sotto organico, reparti chiusi o depotenziati, prestazioni rinviate di mesi e un sistema che continua a spingere i calabresi verso altre regioni. La sensazione è che si stia pagando per certificare l’esistente, più che per intervenire concretamente. Dal punto di vista legale è tutto formalmente corretto. Ma resta la domanda politica – e civile – di fondo: serve davvero un altro studio per sapere che la sanità calabrese non garantisce i Livelli Essenziali di Assistenza e che la mobilità sanitaria è una ferita aperta?

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