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6 Dicembre 2025
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Italia pronta al boom del tennis, ma la Calabria resta in fondo alla classifica

La Calabria è penultima con appena 9,4 punti su 100, segno di una pratica ancora marginale ma con margini di crescita

A poche ore dal via delle ATP Finals di Torino 2025, lo studio Tennis Readiness Index (TRI) 2025 di Siti Scommesse misura quanto l’Italia sia realmente pronta ad accogliere il boom del tennis giocato.
L’indice combina quattro parametri — capillarità dei club, partecipazione dei tesserati, percorsi formativi e accessibilità geografica — per valutare la “prontezza tennistica” delle venti regioni italiane.

Il risultato? Un’Italia a due velocità: Centro-Nord in testa, Mezzogiorno in ritardo.
La Valle d’Aosta guida la classifica con un punteggio di 89,7, seguita da Sardegna (56,4) ed Emilia-Romagna (54,8).
In fondo alla graduatoria si trovano Campania (7,1), Calabria (9,4) e Sicilia (12,3).

Calabria penultima: serve un piano di rilancio

Con un punteggio complessivo di 9,4/100, la Calabria mostra un sistema tennistico fragile ma non privo di potenzialità.
Il report evidenzia una capillarità discreta (23,6), ma livelli bassissimi di partecipazione (3,3) e percorsi di formazione (0,0).
A penalizzare la regione è anche la scarsa accessibilità rispetto a Torino, sede delle Finals.

Secondo l’analisi, per invertire la rotta serve un piano strutturale di rilancio, con incentivi all’affiliazione sportiva, formazione di istruttori, tornei scolastici e iniziative itineranti nei principali centri urbani.
Solo così, sottolinea il report, “la Calabria potrà passare dalla semplice presenza di impianti alla vera pratica del tennis”.

Il Nord guida, ma il boom è nazionale

Il Tennis Readiness Index 2025 evidenzia un quadro chiaro: le regioni con un tessuto associativo più sviluppato e una forte partecipazione popolare consolidano un vantaggio strutturale.
Il Nord e il Centro Italia, grazie a una rete di circoli capillari, vivai giovanili e infrastrutture moderne, stanno trainando il movimento.

Non è un caso che molti dei grandi nomi del tennis italiano — da Sinner (Trentino-Alto Adige) a Sonego (Piemonte), Berrettini e Cobolli (Lazio), Musetti (Toscana) e Fognini (Liguria) — provengano da regioni con ecosistemi sportivi più solidi.

Simone Cola: “Il tennis non è più uno sport per pochi”

“Il Tennis Readiness Index 2025 racconta un Paese che si sta aprendo a uno sport tecnico ma anche sociale e formativo”, spiega Simone Cola, portavoce di Siti Scommesse.
“Il tennis non è più solo per pochi: è una pratica in crescita e una bandiera dell’Italia moderna. Con Torino che ospita ancora le Finals fino al 2030, la sfida è far sì che tutto il Paese — dal Nord al Sud — giochi la sua parte”.

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