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23 Gennaio 2026
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Francesco Olivieri, nuovo processo per il raid omicida nel Vibonese: la Cassazione annulla la condanna all’ergastolo

La decisione porta a un nuovo processo d’appello, con la difesa che ha sollevato la questione dell’infermità mentale del 38enne. La storia del crimine, che risale al 2018, aveva scosso la comunità di Nicotera

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Un nuovo capitolo nel caso di Francesco Olivieri, detto Cicko, 38 anni, di Nicotera, arriva dalla Cassazione, che ha deciso di annullare per la seconda volta la condanna all’ergastolo per il duplice omicidio che ha scosso la Calabria nel 2018. La decisione di oggi comporta la necessità di un nuovo processo di secondo grado, che si svolgerà dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro.

Francesco Olivieri è accusato di duplice omicidio aggravato, tentato omicidio, lesioni personali, danneggiamento e porto e detenzione illegale di armi.

Il raid omicida

Il tragico episodio che ha portato alla condanna di Cicko Olivieri risale all’11 maggio 2018. In quella data, Olivieri uccise Michele Valarioti e Giuseppina Mollese a colpi di fucile a Nicotera, nella provincia di Vibo Valentia. Durante il raid, altre tre persone furono ferite: Francesca Vardè, Vincenzo Timpano e Pantaleone Timpano.

Secondo le ricostruzioni, l’azione omicida di Olivieri sarebbe stata motivata dalla sua volontà di vendicare la morte del fratello Mario, ucciso nel 1997. Olivieri ha raccontato di aver agito spinto dalla rabbia per il delitto del fratello.

Infermità mentale

La decisione della Cassazione è arrivata dopo un ricorso degli avvocati di Francesco Olivieri, Francesco Schimio e Giovanni Piccolo, che hanno sollevato il tema dell’infermità mentale del loro assistito. La difesa ha contestato la valutazione della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, che in precedenza aveva dichiarato la piena capacità di intendere e volere di Olivieri al momento dei fatti. Secondo i legali, la situazione psicologica dell’imputato al momento del crimine avrebbe dovuto essere meglio approfondita.

Nuovo processo d’appello

In seguito alla decisione della Cassazione, sarà necessario avviare un nuovo processo di secondo grado. Sarà la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro a esaminare nuovamente il caso, valutando gli aspetti legati all’infermità mentale di Olivieri e alla sua responsabilità penale. Il processo dovrà chiarire se la sua mente fosse in grado di comprendere la portata dei suoi atti e se vi fosse una volontà lucida nel compiere il duplice omicidio.

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