“Digitalizzazione sì, ma non sulla pelle dei lavoratori!” È questo il grido d’allarme lanciato dai deputati M5S Vittoria Baldino, Anna Laura Orrico e Riccardo Tucci, che in una nota denunciano una situazione paradossale in Calabria. “Mentre la Regione Calabria si vanta di investire sulla digitalizzazione della sanità, centinaia di lavoratrici e lavoratori calabresi vengono penalizzati da un sistema che disattende gli accordi firmati nelle sedi istituzionali”, tuonano i parlamentari pentastellati. La denuncia riguarda i dipendenti ex Abramo Customer Care, oggi impiegati da Konecta R S.r.l., in particolare quelli impegnati nella commessa pubblica per la digitalizzazione delle cartelle cliniche calabresi.
Interrogazione al Governo: “Verificare gravi disparità”
“Con un’interrogazione ai ministri del Lavoro, delle Imprese e della Pubblica Amministrazione, chiediamo al Governo di verificare le gravi disparità di trattamento denunciate dai lavoratori ex Abramo Customer Care oggi impiegati da Konecta R S.r.l., soprattutto nella commessa pubblica finanziata per la digitalizzazione delle cartelle cliniche calabresi”. I deputati spiegano come l’accordo siglato al MIMIT il 20 dicembre 2024 prometteva ben altro: “L’accordo firmato presso il MIMIT il 20 dicembre 2024 garantiva a tutti i dipendenti – proseguono Baldino, Orrico e Tucci – la continuità occupazionale, contrattuale ed economica, ma oggi circa 700 lavoratori sono costretti ad accettare demansionamenti fino a due livelli, perdite salariali fino a 12mila euro l’anno e condizioni di lavoro inaccettabili”.
“Due pesi e due misure” e turni massacranti
La situazione sembra variare a seconda della commessa di lavoro: “Due pesi e due misure: chi lavora sulle commesse TIM e Fibercop – rimarcano i parlamentari – ha ottenuto il pieno rispetto dell’accordo, chi invece è stato destinato al progetto pubblico di digitalizzazione, paga il prezzo di una gestione opaca e discriminatoria. A Crotone, si lavora su turni estenuanti fino alle 23 anche nei festivi, non per esigenze reali, ma per carenze strutturali”.
La richiesta al Governo: ispezione e tavolo di crisi
La conclusione dei deputati M5S è un appello diretto al Governo: “Chiediamo che il Governo – concludono Baldino, Orrico e Tucci -verifichi la corretta applicazione dell’accordo di transizione tra Abramo e Konecta, in particolare in relazione al rispetto delle condizioni economiche e normative per tutti i lavoratori coinvolti, attivi immediatamente un’ispezione attraverso l’Ispettorato Nazionale del Lavoro per accertare eventuali violazioni contrattuali e discriminatorie e che convochi un tavolo istituzionale di crisi, coinvolgendo anche la Regione Calabria, per garantire che nessun lavoratore venga lasciato indietro o declassato. Le risorse pubbliche non possono essere utilizzate per peggiorare le condizioni di chi lavora. Non si costruisce innovazione con lo sfruttamento. Non si digitalizza la sanità calabrese precarizzando il lavoro”. La vicenda solleva interrogativi sull’effettivo impatto degli investimenti pubblici nel settore della digitalizzazione, se questi non si traducono in migliori condizioni di lavoro per chi è chiamato a realizzarli. Resta da vedere quali saranno le risposte del Governo e della Regione Calabria alle preoccupazioni espresse dai parlamentari.








