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6 Maggio 2026
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Papa Leone XIV, pubblicati stemma e motto: “In Illo uno unum”. Ecco perché Prevost ha scelto questo nome

"In Illo uno unum": un richiamo al Vescovo di Ippona anche nello stemma con l'immagine di un libro chiuso con sopra un cuore trafitto da una freccia

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Lo stemma raffigura uno scudo diviso diagonalmente in due settori: quello in alto ha uno sfondo azzurro e vi è raffigurato un giglio bianco; quello in basso ha uno sfondo chiaro e vi è rappresentata una immagine che ricorda l’Ordine di sant’Agostino: un libro chiuso sul quale vi è un cuore trafitto da una freccia. L’immagine richiama l’esperienza della conversione di Sant’Agostino che lo stesso spiegava con le parole “Vulnerasti cor meum verbo tuo“, “Hai trafitto il mio cuore con la tua Parola“.

Nei tratti essenziali, quindi, Leone XIV ha confermato lo stemma anteriore, scelto per la sua consacrazione episcopale come pure il motto “In Illo uno unum”. Si tratta delle parole che Sant’Agostino ha pronunciato in un sermone, l’Esposizione sul Salmo 127 (3) per spiegare che “sebbene noi cristiani siamo molti, nell’unico Cristo siamo uno“.

In una intervista con i media vaticani del luglio 2023, lo stesso Prevost spiegava: “Come si evince del mio motto episcopale, l’unità e la comunione fanno parte proprio del carisma dell’ordine di Sant’Agostino e anche del mio modo di agire e pensare. Penso che sia molto importante promuovere la comunione nella Chiesa e sappiamo bene che comunione, partecipazione e missione sono le tre parole chiave del Sinodo. Quindi, come agostiniano, per me promuovere l’unità e la comunione è fondamentale. Sant’Agostino parla molto dell’unità nella Chiesa e della necessità di viverla”.

Perché Prevost ha scelto il nome Leone XIV?

Il pensiero si rivolge all’ultimo Papa che ha portato questo nome, Leone XIII, nato Vincenzo Gioacchino Pecci dopo Pio IX (1846-1878) il Papa dal pontificato più lungo della storia, durato ben 27 anni.

Il riferimento a Leone XIII assume un significato profondo, perché questo Papa ha lasciato un’impronta di altissimo valore nella storia del papato contemporaneo, soprattutto con la pubblicazione dell’enciclica “Rerum novarum” del 1891. Con questa enciclica papa Pecci offrì al mondo cattolico un’inedita e inattesa prospettiva di dialogo con lo Stato liberale, la società borghese e il nascente socialismo.

Il nome Leone è un nome forte di Papa. Leone I noto per i suoi interventi nelle controverse cristologiche del V secolo – anche Leone XIV si è riferito più volte a Cristo nel suo discorso inaugurale – è il primo, e dopo Gregorio I, l’unico Papa al quale la storia ha conferito il titolo di “Magno”. Leone IX, alsaziano e legato alla famiglia imperiale, fu il Papa che ha dato il via, in modo determinante, al grande programma riformatore del papato dell’XI secolo, tradizionalmente definito come Riforma gregoriana. Il fiorentino Giovanni Medici, papa Leone X, merito una menzione. Fu il papa che scomunicò Martin Lutero nel 1521. Il Papa gli aveva dato 60 giorni di tempo per ritrattare. Per tutta risposta Lutero diede fuoco a volumi di diritto canonico, nonché alla stessa bolla papale. Anche Lutero è stato un membro dell’ordine agostiniano prima di prendere le distanze da Roma.

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