× Sponsor
16 Maggio 2026
16 Maggio 2026
spot_img

Antonio Maiorano, vittima innocente della ‘ndrangheta, il Cnddu: “Lo Stato colmi il ritardo sulle responsabilità”

A 21 anni dall'omicidio per errore a Paola, il Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani ricorda l'operaio forestale, chiedendo il pieno riconoscimento per la famiglia: "La sua morte interroga le nostre coscienze"

spot_img

Sono trascorsi ventuno anni esatti da quel 21 luglio 2004, quando Antonio Maiorano, operaio forestale incensurato, fu brutalmente ucciso a Paola, in provincia di Cosenza, dalla mano armata della ‘ndrangheta. La sua “unica colpa”: una tragica somiglianza con un boss locale, il vero bersaglio di un agguato mafioso che lo ha scambiato per l’uomo da eliminare. Una morte che, a distanza di oltre due decenni, “continua a interrogare le nostre coscienze”, come sottolinea il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (Cnddu).

Una vittima “abbandonata” da un sistema inadeguato

Nel giorno dell’anniversario della sua uccisione, il Cnddu intende ricordare la figura di Maiorano “con il rispetto dovuto a chi ha perso la vita non per scelta, ma per abbandono”. La nota del Cnddu evidenzia una doppia tragedia: “Antonio non è stato solo la vittima di una criminalità spietata e organizzata. È stato anche il bersaglio di un sistema che non ha saputo proteggerlo, affiancandogli un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, in un contesto territoriale segnato da una cruenta faida tra cosche rivali.”

La richiesta di giustizia della vedova: “Aspettiamo che vengano riconosciuti i nostri diritti”

Il 20 marzo 2025, la vedova Maiorano, in un intervento pubblico “lucido e doloroso”, ha espresso la profonda frustrazione di chi ha perso tutto e continua a non ricevere risposte: “Aspettiamo che vengano riconosciuti i nostri diritti.” Questa frase, commenta il Cnddu, “non reclama pietà, ma giustizia. Che non chiede privilegi, ma riconoscimento e dignità”. Nonostante un lungo e complesso iter giudiziario – culminato nel 2024 con l’arresto di quattro persone ritenute coinvolte negli omicidi di Antonio Maiorano e Luciano Martello – il Cnddu pone una “questione morale e istituzionale”: “perché lo Stato tarda così tanto a farsi carico delle sue responsabilità verso le vittime innocenti del crimine organizzato?”.

Maiorano: una delle troppe vittime “dimenticate” da ricordare a scuola

Antonio Maiorano viene definito una delle “troppe vittime ‘dimenticate’, uccise per errore in una terra in cui l’appartenenza a una vita onesta non basta a salvarsi”. Per il Cnddu, il suo nome “deve rientrare con forza nel discorso pubblico, soprattutto in ambito educativo. La scuola ha il dovere non solo di ricordare, ma di trasmettere la lezione civile di chi ha pagato con la vita il proprio anonimato virtuoso.”  Il prof. Romano Pesavento, presidente del Cnddu, conclude l’intervento ribadendo l’urgenza di un’azione istituzionale: “Come Cnddu, riteniamo essenziale che le istituzioni colmino il ritardo accumulato in questi anni e provvedano, senza ulteriori rinvii, a riconoscere formalmente il diritto al lavoro e al sostegno economico e morale per la famiglia Maiorano, nel segno di una giustizia non solo formale, ma umana e riparativa.”

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img