Al giro di boa del campionato di Serie D, girone I, Acireale e Vibonese arrivavano all’appuntamento con la stessa urgenza: rimettersi in carreggiata, seppur per traguardi opposti. Ne è uscito un pareggio complessivamente giusto, maturato però attraverso sviluppi intensi e non scontati, con gli acesi capaci di una rimonta ammirevole dopo aver chiuso in svantaggio la prima frazione.
Predominio territoriale granata, cinismo rossoblù
La squadra di Claudio Morelli, ben disposta in campo, ha esercitato un ampio predominio territoriale, prendendo stabilmente l’iniziativa e schiacciando la Vibonese nella propria metà campo. Eppure, sono stati proprio i rossoblù di Esposito a colpire per primi, e per ben due volte, sfruttando con lucidità le rare occasioni offensive concesse dai padroni di casa.
Contrariamente al consueto, la Vibonese ha lasciato il pallino del gioco agli avversari, difendendosi con ordine e cercando l’uscita pulita grazie a un buon fraseggio. Tentativi che però si sono spesso infranti contro la solida diga di centrocampo eretta dai granata, con Demoleon ed Hebeck sugli scudi, autentici dominatori della trequarti.
Pioggia battente e campo pesante: gara condizionata
A incidere pesantemente sull’andamento del match è stato il maltempo. Una pioggia incessante ha reso il terreno di gioco allentato, pieno di insidie acquitrinose che hanno penalizzato la fluidità delle manovre. L’Acireale ha così progressivamente abbandonato il palleggio per affidarsi a lanci lunghi e traversoni “alla vecchia maniera”, provando a sfruttare la stazza e l’elevazione di Ndiaye come principale arma offensiva.
Vibonese in versione sperimentale
I rossoblù si sono presentati ad Acireale con una formazione inedita. Assente il playmaker Bucolo, recentemente colpito da un grave lutto, Esposito ha lanciato dal primo minuto i giovani Montenet e Loza, registrando anche l’esordio positivo tra i pali di Jacopo Del Bello. In avanti, le sortite offensive sono state affidate alla vivacità di Sasanelli, ben supportato da capitan Balla e Carnevale.
Un’identità da ricostruire
È ormai evidente come le partenze di elementi chiave quali Musy Hernandez, Lagzir, Marafini e, da ultimo, Kingsley, unite all’assenza forzata di Castillo, abbiano privato la Vibonese di una fisionomia ben definita. Mister Esposito è stato costretto a ridisegnare assetto e principi di gioco, adattandoli ai nuovi innesti. Un processo complesso, che sta inevitabilmente lasciando strascichi in classifica, con un distacco crescente dalle posizioni di vertice.
Contestazioni e spalti semivuoti
Acireale e Vibonese condividono infine un clima ambientale tutt’altro che sereno. Anche all’“Aci e Galatea” si respirava aria di contestazione aperta verso società e squadra, accompagnata da una drastica flessione di presenze sugli spalti: poco più di duecento spettatori hanno assistito alla gara. Un segnale eloquente di uno stato d’animo diffuso, che va oltre il risultato del campo.









