Niente di quello che non si prevedeva è accaduto al “Granillo” di Reggio Calabria, tra Reggina e Vibonese, cioè tra una squadra lanciata a mille e l’altra nel pieno di una crisi tecnico-ambientale. Un risultato rotondo (3-0) arriso ai padroni di casa che hanno fatto valere il maggiore tasso tecnico del collettivo e dei singoli, nonché automatismi collaudati, dinanzi ad un complesso giunto in riva allo Stretto provato dalle convulse vicende registrate nell’ultima settimana e sempre più privo di quelle pedine fondamentali che ne avevano disegnato una ben precisa fisionomia.
Impegno senza premio per la Vibonese
Eppure Balla e compagni non hanno demeritato quanto a impegno e determinazione, ma purtroppo il divario tecnico e atletico con la Reggina era troppo pronunciato per poter sperare in un risultato utile. Così come troppi sono stati gli errori di misura e i momenti di vero e proprio disorientamento, segno palese di un disagio psicologico prima ancora che fisico.
Pomeriggio sereno per Lagonigro
Ecco quindi che il giovane portiere amaranto Lagonigro, tranne che in un’occasione sul finire del primo tempo, ha trascorso un pomeriggio decisamente tranquillo. Le marcature che hanno deciso il match sono state appunto le risultanti di una superiorità schiacciante nell’uno contro uno e nella puntualità con cui i goleador di giornata si sono fatti trovare di fronte ad un inebetito Del Bello.
Controllo totale nella ripresa
Il prolungato possesso palla del secondo tempo non produceva nulla, se non agevoli ribattute di Girasole e soci, mai impensieriti sul serio, per la verità anche per la notevole prestazione fornita.
Una stagione da ricostruire
Archiviata questa inevitabile disfatta, lo staff tecnico e il rinnovato organico vibonese hanno il non facile compito di resettare le negatività dell’ultimo periodo e di rimettere in carreggiata una stagione, che si era prospettata di grande interesse e che in poche settimane è sprofondata a livelli miserrimi.









