A partire dal mese di febbraio, l’attività Alpi (Attività Libero Professionale Intramuraria) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Dulbecco verrà gestita attraverso il nuovo dispositivo Sovra Cup. Lo comunica una nota ufficiale dell’Ufficio Alpi, diffusa su “ordine”, così si legge in calce alla comunicazione inviata dal direttore sanitario, nella quale si specifica che saranno caricate le giornate deliberate fino al 31 agosto 2026 e che le prenotazioni avverranno tramite portale regionale o numero verde.
Una comunicazione che, sul piano operativo, introduce anche nuove modalità: ogni medico potrà gestire la propria agenda e visualizzare il piano di lavoro giornaliero, ma non sarà consentito effettuare cambi di giornata, se non per comprovate incompatibilità di servizio, da comunicare tempestivamente. Il nuovo sistema è stato presentato in una riunione esplicativa tenutasi nelle scorse ore nell’Aula Magna del presidio Mater Domini. Ed è proprio da lì che, secondo più fonti, sarebbero emerse forti criticità.
La denuncia della Cisl Università: “Diritti sindacali violati”
Nello stesso giorno, la Cisl Federazione Università Calabria, attraverso il segretario aziendale Antonio Menniti e il segretario regionale Francesco Maurici, ha diffuso una nota stampa durissima in cui denuncia una grave violazione dei diritti sindacali del personale universitario in servizio presso l’Aou Dulbecco.
Secondo il sindacato, l’Azienda continuerebbe ad adottare atti e regolamenti organizzativi – ultimo in ordine di tempo il Regolamento Alpi approvato con apposita delibera – che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro e sul trattamento economico del personale universitario, senza il preventivo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Per la Cisl, la contrattazione integrativa non rappresenta una facoltà, ma un obbligo previsto dalla normativa, e la sua mancata attivazione starebbe producendo disparità di trattamento, incertezza normativa e penalizzazioni economiche, soprattutto su temi come buoni pasto, premialità e riconoscimento dell’attività assistenziale.
Le criticità operative emerse: il racconto dei medici
Accanto alla presa di posizione sindacale, emergono anche considerazioni critiche espresse da molti professionisti, raccolte durante e dopo l’incontro informativo. Valutazioni che vengono riferite come opinioni personali, ma che restituiscono il clima che si respirerebbe all’interno dell’Azienda. Una prima criticità espressa riguarderebbe la traslazione di gran parte della gestione amministrativa sui singoli professionisti. I medici, infatti, non sarebbero chiamati solo a effettuare la visita, ma anche a inserire i pazienti nel sistema e comunicare l’avvenuta prestazione, con il rischio – viene riferito – di non vedersi riconosciuto il compenso in caso di mancato adempimento formale. Tutto ciò nonostante le pesante trattenute che l’Azienda applica sulle singole prestazioni.
Una seconda questione, definita da alcuni come ancora più delicata, riguarda l’ipotesi che i pazienti visitati in intramoenia non possano essere inseriti nelle liste d’attesa, ma debbano effettuare una nuova visita con impegnativa Cup, qualora necessitino di ulteriori prestazioni, anche urgenti. Un punto che avrebbe generato un acceso confronto durante la riunione. Su questo aspetto, sempre secondo quanto riferito dai presenti, non sarebbe stata assunta una decisione definitiva, rinviando la valutazione ad un tavolo tecnico composto dai vertici aziendali e dai direttori dei dipartimenti assistenziali.
Il nodo economico e le trattenute sull’intramoenia
Nel dibattito interno, viene richiamata anche la questione delle trattenute economiche applicate sull’attività intramoenia. Secondo alcune stime, le trattenute complessive arriverebbero a circa il 64%, includendo una quota destinata alla segreteria. Un dato che, se confermato, alimenterebbe il malcontento di chi ritiene che l’equilibrio tra oneri amministrativi e remunerazione professionale sia ormai sbilanciato, soprattutto alla luce dei nuovi adempimenti richiesti.
Il rischio di uno scontro istituzionale
La Cisl Università chiede ora l’immediata convocazione del tavolo di contrattazione, il ripristino di corrette relazioni sindacali e, nelle more, la sospensione degli atti adottati unilateralmente che incidono sulle condizioni di lavoro del personale universitario. In assenza di risposte, il sindacato annuncia di riservarsi il ricorso alle sedi competenti per la tutela dei lavoratori. Uno scenario che rischia di aprire un nuovo fronte di tensione all’interno del già complesso sistema ospedaliero-universitario calabrese, acuito ora da questa netta presa di posizione del management della Dulbecco.
Nel frattempo, tra circolari, regolamenti e riunioni tecniche annunciate, resta una sensazione diffusa di incertezza operativa e di conflitto latente, mentre medici e personale attendono chiarimenti definitivi su regole che incidono direttamente sull’organizzazione e la serenità del loro lavoro quotidiano.








