Il Palazzo di Giustizia di Milano è piombato nel caos nelle prime ore di questa mattina a causa di un serio allarme bomba. Tra le 8,20 e le 9, il numero unico di emergenza 112 ha ricevuto quattro telefonate consecutive che annunciavano la presenza di un ordigno all’interno della struttura. La macchina della sicurezza si è messa in moto immediatamente, portando al transennamento di diverse aree e all’avvio di controlli serrati.
La dinamica delle segnalazioni al 112
Secondo le prime ricostruzioni, le quattro chiamate sono state effettuate in un brevissimo lasso di tempo. Due di queste sono risultate mute, ma gli inquirenti presumono siano state effettuate dai medesimi soggetti. L’operatore del Nue (Numero Unico Emergenza) ha riferito di aver interloquito con una voce, apparentemente straniera, che indicava chiaramente la minaccia.
Le indagini tecniche hanno già rilevato un dettaglio sospetto: le telefonate provenivano da numeri insoliti e, soprattutto, non richiamabili, una tattica probabilmente utilizzata per rendere più difficile l’identificazione della fonte.
Operazioni di bonifica e unità cinofile in azione
In risposta alla minaccia, è scattato il dispositivo d’emergenza che ha visto l’intervento congiunto della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco. Al momento sono in corso le verifiche tecniche e si è proceduto all’evacuazione cautelativa di alcune parti del tribunale per garantire l’incolumità di magistrati, avvocati e personale amministrativo.
All’interno dell’imponente edificio di via Freguglia stanno operando tre cani delle unità cinofile specializzate nel rilevamento di esplosivi. Per garantire una bonifica totale, le forze dell’ordine stanno aprendo sistematicamente tutte le porte, incluse quelle delle stanze che risultano chiuse a chiave.
Situazione attuale e previsioni
Le operazioni si preannunciano particolarmente lunghe data la vastità e la complessità architettonica del Palagiustizia milanese. Nonostante l’accuratezza dei controlli, allo stato attuale non sarebbero stati rinvenuti oggetti sospetti o pacchi che possano far pensare alla presenza reale di un ordigno. L’attività giudiziaria sta subendo inevitabili rallentamenti in attesa del definitivo “via libera” da parte degli artificieri.








