Non passerà la primavera, forse neanche il mese di marzo per la mini rivoluzione che abbiamo preannunciato ieri da Calabria7, e che investirà vari colossi del sottogoverno calabrese, tra cui Sacal; occhio pure a Sorical e Aterp, le cui intelaiature interne traballano da settimane.
Mascaro favorito per la successione a Franchini
Vi avevamo dato conto che Paolo Mascaro, già più volte sindaco di Lamezia Terme, è il favorito assoluto per la successione di Marco Franchini ai vertici della società che gestisce i tre aeroporti calabresi, nei fatti stracontrollata dalla Regione Calabria.
Ed è proprio in quota Regione (e Forza Italia) che il noto penalista lametino, con importante esperienza amministrativa alle spalle, sarà nominato – salvo levate di scudi degli alleati Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati – presidente del futuro consiglio d’amministrazione.
La politica torna nei board
Attualmente, infatti, la società aeroportuale è retta da un amministratore unico, Franchini appunto, ma la politica si vuole riprendere il diritto di essere rappresentata nei board di comando di alcune importanti realtà, che rivestono anche un peso territoriale enorme.
Anche per tale ragione è prossima la convocazione dell’assemblea dei soci Sacal che, a sua volta, statuto e leggi alla mano, provvederà alla ricostituzione di un cda, verosimilmente a tre, con un membro della Cittadella, uno espressione del Comune di Lamezia Terme e l’altro frutto di accordo tra altre entità, che comunque insieme non fanno neanche il 3%: potrebbe perciò prendersela Fincalabra la postazione.
Il ritorno centrale di Lamezia
Se questo è il disegno, e a noi risulta sia questo da fonti informatissime (le stesse che, per fare solo due esempi, ci anticiparono con una settimana di anticipo sia la nomina di Eulalia Micheli ad assessore della giunta Occhiuto, sia, ben prima che si palesasse, la candidatura di Wanda Ferro al consiglio regionale), Lamezia Terme tornerà centrale in quell’agenda di governo regionale che non l’ha mai valorizzata a dovere.
Il ruolo di Ionà e gli equilibri di maggioranza
Dal punto di vista politico, poi, l’operazione sarebbe un colpaccio di Emanuele Ionà (Forza Italia), il consigliere regionale lametino, di questi tempi poco loquace ma assai chirurgico. Ma di gloria ce ne sarebbe anche per Fratelli d’Italia, il primo partito della città della piana, cui andrebbe il consigliere di amministrazione in quota al municipio.
La partita sul direttore generale
Ovviamente, un cda nuovo di zecca significa anche ulteriori e pesantissime cariche, ad iniziare da quella di Direttore Generale, la quale, visti i fortissimi poteri che lo statuto le attribuisce, non è meno importante di quella di Presidente. Ed è per questo che essa è oggetto di una negoziazione a parte. E la politica, bellezza, ed è giusto che si reimpossessi dei suoi spazi, purchè lo faccia con gente competente.









