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9 Marzo 2026
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Massoneria nel caos, nuove elezioni al Grande Oriente d’Italia mentre pende una causa al Tribunale di Roma

La Gran Loggia di Rimini indice la nuova consultazione per il Gran Maestro guidata dal calabrese Antonio Seminario. Ma resta aperto il contenzioso civile promosso da alcuni iscritti. Sullo sfondo tensioni interne e frizioni internazionali

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Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, la più grande obbedienza massonica del Paese, torna al centro di una nuova fase di tensione interna. La Gran Loggia straordinaria riunita al Palacongressi di Rimini ha infatti deciso di procedere con nuove elezioni per il Gran Maestro e per la Giunta, convocando formalmente il voto per la fine di maggio. La decisione è stata formalizzata con tre provvedimenti firmati dal Gran Maestro, il calabrese Antonio Seminario, e dal Gran segretario, Emanuele Melani. Tuttavia la scelta arriva mentre resta aperto un procedimento civile davanti al Tribunale di Roma che riguarda proprio la legittimità delle precedenti deliberazioni con cui erano state annullate le elezioni. Il risultato è un quadro complesso, dove dinamiche associative, contenziosi giudiziari e tensioni interne alla massoneria italiana si intrecciano in una vicenda destinata probabilmente a proseguire ancora a lungo.

Il nuovo voto deciso dalla Gran Loggia

Con questo il decreto, il vertice del Grande Oriente d’Italia ha stabilito che le elezioni del Gran Maestro e dei membri effettivi della Giunta si svolgeranno il prossimo 31 maggio, con eventuale ballottaggio il 7 giugno. La proclamazione ufficiale dei risultati e l’insediamento del nuovo vertice sono invece previsti per il 19 settembre 2026, quando è stata convocata una Gran Loggia straordinaria a Roma nella sede di Villa Il Vascello. Il provvedimento dispone anche la ricostituzione della Commissione Elettorale Nazionale (Cen), l’organismo incaricato di verificare le candidature e gestire le operazioni di voto. La decisione si inserisce nel quadro delle deliberazioni adottate nella Gran Loggia straordinaria di Rimini, dove sono stati approvati anche i decreti con i quali l’assemblea ha ribadito alcuni principi sulle procedure elettorali e ha confermato la possibilità di indire una nuova consultazione.

Il contenzioso davanti al Tribunale di Roma

Parallelamente alla vicenda interna alla comunione massonica, la questione è approdata anche nelle aule della giustizia ordinaria. Il procedimento civile è stato promosso da Leo Taroni e Giuseppe Paino, due iscritti al Grande Oriente d’Italia, assistiti dall’avvocato Lorenzo Borrè, che hanno impugnato le deliberazioni della Gran Loggia del 4 aprile 2025 con cui erano state annullate le precedenti elezioni e indetta una nuova tornata. Secondo i ricorrenti, la Gran Loggia non avrebbe il potere di annullare il procedimento elettorale, poiché il sistema di elezione del Gran Maestro sarebbe disciplinato in modo dettagliato dallo statuto e dal regolamento del Goi, che affidano la gestione delle operazioni alla Commissione Elettorale Nazionale e agli uffici elettorali circoscrizionali. In questa ricostruzione, il voto per il Gran Maestro rappresenterebbe l’espressione diretta del corpo elettorale composto da tutti i maestri della comunione, stimati in oltre 18 mila, e non una deliberazione dell’assemblea della Gran Loggia.

L’ordinanza cautelare della magistratura

Lo scorso 28 gennaio, la Sezione XVI civile del Tribunale di Roma, con ordinanza firmata dalla giudice Flora Mazzaro, ha accolto l’istanza cautelare presentata dai ricorrenti. Nel provvedimento il giudice osserva che, da una prima analisi delle norme statutarie e regolamentari del Grande Oriente d’Italia, non emergerebbe un potere esplicito della Gran Loggia di annullare le elezioni. Il sistema elettorale interno dell’obbedienza massonica, ricorda il Tribunale, è costruito attorno al suffragio universale dei maestri della comunione e prevede una procedura articolata affidata a organi specifici. Alla luce di queste considerazioni, e in attesa della decisione nel giudizio di merito, il Tribunale ha disposto la sospensione dell’efficacia delle deliberazioni impugnate, ritenendo sussistenti i presupposti dei “gravi motivi” previsti dall’articolo 23 del codice civile.

Le tensioni internazionali sullo sfondo

La fase di turbolenza interna arriva in un momento in cui, secondo ricostruzioni giornalistiche pubblicate anche da altri organi di stampa, la massoneria italiana starebbe vivendo una stagione di forti tensioni nei rapporti internazionali. Al centro di queste analisi vi è la figura dell’ex Gran Maestro Stefano Bisi, che negli ultimi anni ha guidato il Grande Oriente d’Italia. Alcuni osservatori parlano di contraddizioni diplomatiche nei rapporti con la Gran Loggia Unita d’Inghilterra (Ugle) e con le principali organizzazioni massoniche nordamericane. Secondo tali ricostruzioni, il nodo principale riguarderebbe la questione del riconoscimento internazionale e della cosiddetta esclusività territoriale, principio previsto dalla Costituzione del Goi secondo cui l’obbedienza sarebbe la “sola fonte legittima di autorità massonica in Italia”. La vicenda si intreccerebbe con i rapporti con la Gran Loggia Regolare d’Italia guidata da Fabio Venzi, altra obbedienza massonica presente nel Paese e riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra. In questo contesto, diversi osservatori hanno evidenziato possibili contrasti diplomatici tra le diverse obbedienze e le istituzioni massoniche internazionali, soprattutto negli Stati Uniti.

Un mondo massonico diviso

La fase attuale evidenzia dunque una profonda divisione interna al mondo della libera muratoria italiana. Da una parte vi è la linea della dirigenza del Grande Oriente d’Italia, che ha proprio in Calabria il suo massimo rappresentante nonché una forte base di consensi, che ritiene necessario procedere rapidamente con nuove elezioni per restituire stabilità alla vita associativa. Dall’altra resta il contenzioso giudiziario pendente davanti al Tribunale di Roma, che dovrà stabilire nel merito se le deliberazioni contestate siano o meno conformi allo statuto e al regolamento dell’associazione.

In attesa della sentenza, il confronto tra le diverse componenti della comunione massonica appare destinato a proseguire. E non è escluso che i prossimi mesi possano segnare una fase decisiva per gli equilibri interni e per il ruolo internazionale della principale obbedienza massonica italiana.

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