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10 Marzo 2026
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Depurazione nel Vibonese, cantieri aperti ma mare a rischio. Dieci milioni per gli impianti di Vibo e Portosalvo

Sopralluogo a Vibo Marina con l’assessore regionale Montuoro, la prefetta Colosimo e il procuratore Falvo. Investimenti tra Pnrr e fondi regionali per Porto Salvo, Piscopio e contrada Silica

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La depurazione torna al centro del dibattito istituzionale nel Vibonese. Un incontro operativo si è svolto a Vibo Marina, presso l’impianto di Porto Salvo, per fare il punto sullo stato del sistema depurativo e sugli interventi programmati per la tutela delle aree marino-costiere. Ad aprire i lavori è stato l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, che ha ribadito la centralità del tema nelle politiche regionali. “La depurazione rappresenta una delle priorità strategiche della Regione Calabria”, ha affermato.

All’incontro hanno preso parte il direttore generale di Sorical Giovanni Marati, il direttore generale del dipartimento Ambiente Salvatore Siviglia, la prefetta di Vibo Valentia Anna Colosimo, il procuratore della Repubblica Camillo Falvo, il vicequestore Domenico Lanzaro, il vicepresidente della Stazione zoologica Anton Dohrn Silvio Greco e il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo. L’iniziativa ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sulle azioni avviate dalla Regione per rafforzare e modernizzare il sistema depurativo, considerato una infrastruttura fondamentale per la tutela ambientale, la qualità delle acque e lo sviluppo turistico delle aree costiere.

Gli investimenti per Porto Salvo, Piscopio e contrada Silica

Durante il confronto istituzionale il direttore generale del dipartimento Ambiente Salvatore Siviglia ha illustrato gli interventi programmati nel territorio di Vibo Valentia, che prevedono investimenti complessivi per oltre 9 milioni di euro tra fondi del Pnrr e risorse regionali. L’intervento più significativo riguarda il progetto finanziato con 7 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, destinato all’adeguamento e al potenziamento delle piattaforme depurative di Porto Salvo e Piscopio.

Si tratta di un progetto che punta al rinnovamento e al rafforzamento delle infrastrutture esistenti attraverso interventi di ottimizzazione delle linee di trattamento, il risanamento delle strutture e l’ammodernamento degli impianti elettromeccanici. In particolare, l’impianto di Piscopio sarà interessato da lavori di riqualificazione dei comparti più datati, mentre quello di Porto Salvo, situato nell’area industriale, sarà oggetto di interventi di miglioramento gestionale e di adeguamento agli standard normativi, con l’obiettivo di rendere più efficiente l’intero sistema e ridurre i costi operativi.

Il progetto dovrà contribuire al raggiungimento dei target previsti dal Pnrr entro giugno 2026. Accanto a questo intervento la Regione Calabria ha attivato anche il progetto Cews – Circular Engineering for Wastewater System, finanziato con 15 milioni di euro di risorse PSC, che punta alla reingegnerizzazione dei sistemi fognari e depurativi dei comuni costieri calabresi e al superamento delle principali criticità legate al ciclo delle acque reflue.

All’interno di questo programma è previsto anche un intervento specifico nel territorio di Vibo Valentia, finanziato con 2,1 milioni di euro, che interesserà il depuratore di contrada Silica, il torrente Sant’Anna e l’area lungo il confine dello stabilimento industriale Nuovo Pignone. “L’obiettivo dell’intervento – ha spiegato Montuoro – è convogliare la portata in uscita dal depuratore di contrada Silica verso la condotta sottomarina già in servizio presso il depuratore di Porto Salvo, migliorando l’efficienza del sistema di collettamento ed evitando che l’effluente, seppur depurato, venga scaricato nel torrente Sant’Anna nel tratto di confluenza a mare”.

Il ruolo di Sorical nel nuovo sistema idrico regionale

Nel percorso di riorganizzazione del servizio idrico regionale un ruolo centrale è affidato a Sorical, individuata come gestore unico del Servizio Idrico Integrato. La società sta progressivamente acquisendo la gestione delle infrastrutture fognarie e depurative secondo il cronoprogramma definito da Arrical, con l’obiettivo di superare la frammentazione che per anni ha caratterizzato il settore e garantire una gestione più efficiente, integrata e sostenibile del servizio.

Secondo l’assessore Montuoro il percorso avviato dalla Regione, in collaborazione con Sorical e con le altre istituzioni coinvolte, punta a rafforzare l’intero sistema depurativo regionale migliorando la qualità delle acque e contribuendo alla valorizzazione del patrimonio ambientale e costiero.

Cantieri avviati ma il sistema resta fragile

Nonostante l’avvio dei lavori nei depuratori di contrada Silica e della frazione Marina di Porto Salvo, resta però forte lo scetticismo sulla reale capacità di questi interventi di risolvere una crisi depurativa che nel Vibonese dura ormai da decenni. Le piattaforme oggi operative risultano infatti sottodimensionate rispetto alle esigenze del territorio e non va dimenticato che alcuni comuni della provincia di Vibo Valentia continuano a scaricare i reflui nei fiumi Angitola e Mesima, aggravando ulteriormente una situazione ambientale già compromessa.

I depuratori consortili ancora bloccati

Il nodo più critico resta quello dei depuratori consortili di Pizzo e San Calogero. Per entrambe le opere esistono da tempo i finanziamenti e i progetti, ma i lavori non sono mai partiti. Il sub commissario alla depurazione Tonino Daffinà, più volte intervenuto sulla questione, ha cercato di rassicurare amministratori locali e operatori turistici che da anni attendono il disinquinamento della Costa degli Dei. “I cantieri saranno avviati dopo il completamento dell’iter burocratico. Ci saranno grosse novità, soprattutto nei controlli all’interno dei cantieri”, aveva assicurato. Parole che però, almeno finora, non hanno trovato una concreta traduzione nei fatti.

Il mare che diventa verde

Nel frattempo la situazione ambientale continua a destare preoccupazione. Sul ciclo della depurazione nella provincia di Vibo Valentia, di fatto ancora all’anno zero, non c’è denuncia o indagine che sembri in grado di cambiare realmente le cose. Le acque del mare tra Pizzo e Nicotera, infatti, continuano periodicamente a tingersi di verde, segnale evidente di un sistema depurativo inefficiente che fatica a reggere l’impatto dei reflui urbani. Un problema che si ripresenta ciclicamente e che rischia di compromettere anche la prossima stagione turistica.

Le indagini e l’allarme della Procura

Negli ultimi anni la depurazione è finita più volte al centro delle indagini delle Procure di Vibo Valentia e Lamezia Terme. L’ennesima presa di posizione del procuratore Camillo Falvo, presente anche all’incontro di Vibo Marina, ha riportato ancora una volta sotto i riflettori una questione che la politica non è riuscita a risolvere. Nonostante le pressioni investigative, però, la catastrofe ambientale resta sotto gli occhi di tutti.

Quattordici anni di attesa e milioni già spesi

Per i depuratori consortili di Pizzo e San Calogero si parlava da tempo di una possibile entrata in funzione dopo quattordici anni di attesa, ma anche questa volta le aspettative sono state deluse. Secondo diversi amministratori locali i ritardi sarebbero da attribuire soprattutto alla macchina burocratica regionale, un paradosso se si considera che il presidente della Regione Roberto Occhiuto aveva indicato fin dall’inizio del suo mandato la depurazione come una delle emergenze principali della Calabria.

Nel caso del depuratore consortile di Francavilla Angitola, di cui Pizzo è il Comune capofila, sono stati già spesi oltre tre milioni di euro. L’impianto, una volta completato, dovrebbe trattare non solo le acque reflue di Pizzo ma anche quelle provenienti dai comuni di Filadelfia e Maierato. Una cifra considerevole stanziata molti anni fa dalla Regione che però finora non ha prodotto risultati concreti. Una situazione simile riguarda anche il depuratore consortile di San Calogero, finanziato con milioni di euro ma ancora lontano dall’entrata in funzione.

L’incompiuta di Acquaro e il rischio di un’altra estate difficile

A rendere ancora più complesso il quadro c’è poi il caso del depuratore consortile di Acquaro, un’altra infrastruttura importante rimasta incompiuta e che avrebbe dovuto rappresentare un tassello fondamentale per il sistema depurativo dell’entroterra vibonese. Con l’avvicinarsi della stagione balneare cresce la preoccupazione tra gli operatori turistici della costa. Se i problemi strutturali del sistema depurativo non verranno risolti rapidamente, alcune località del basso Tirreno vibonese rischiano di affrontare un’altra estate con il mare sporco. E mentre i nuovi cantieri rappresentano un primo segnale di movimento, la sensazione diffusa tra amministratori, operatori turistici e cittadini è che la vera svolta sulla depurazione nel Vibonese sia ancora lontana.

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