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6 Aprile 2026
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Tis in Calabria, Bruno attacca: “Stabilizzazioni precarie e mille esclusi”

Il capogruppo di "Tridico Presidente" accusa la Giunta Occhiuto: "Si rischia nuovo lavoro povero e Comuni in difficoltà"

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La gestione dei lavoratori Tis da parte della Giunta Occhiuto è un azzardo amministrativo che rischia di scaricare i costi su cittadini e Comuni, già in difficoltà finanziaria”. È l’accusa lanciata dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, che ha annunciato la presentazione di un’interpellanza regionale sulla vicenda dei Tirocini di inclusione sociale.

“Contratti da 600 euro: così nasce il lavoro povero”

Nel mirino del consigliere c’è il percorso di stabilizzazione previsto: “Non possiamo accettare che si traduca in contratti part-time da circa 600 euro al mese. È fuorviante parlare di successo: si rischia di istituzionalizzare una nuova fascia di lavoro povero“.
Bruno critica anche l’utilizzo delle risorse: “Senza un’integrazione strutturale da parte dello Stato, ai lavoratori restano compensi insufficienti, mentre la Regione impiega fondi Fesr e Poc che dovrebbero servire allo sviluppo e alle politiche attive del lavoro, non a coprire le conseguenze del precariato”.

Il nodo delle risorse e il rischio per i Comuni

Un altro punto centrale riguarda la sostenibilità nel tempo. “Senza risorse garantite oltre il 2029, i sindaci si trovano davanti a una scelta impossibile: assumere oggi rischiando il dissesto domani oppure aumentare le tasse locali per pagare gli stipendi”.
Secondo Bruno, manca un passaggio fondamentale: “La Regione sta spingendo sulle assunzioni senza aver ottenuto dal Governo le garanzie che in passato accompagnarono altri percorsi di stabilizzazione“.

“Comuni bloccati e servizi a rischio”

Il capogruppo evidenzia anche un effetto a catena sugli enti locali: “L’assorbimento massiccio di personale rischia di saturare i limiti di spesa dei piccoli Comuni“.
La conseguenza, spiega, sarebbe immediata: “Blocco del turnover e impossibilità di assumere figure tecniche fondamentali, come ingegneri o amministrativi, con il rischio concreto di paralizzare la macchina pubblica”.

Disparità e lavoratori esclusi

Non manca un passaggio sulle disparità tra lavoratori: “Chi è impiegato in Comuni in dissesto resta vincolato al parere della Cosfel, creando una distinzione tra lavoratori di serie A e di serie B non più tollerabile”.
E il punto più critico riguarda gli esclusi: “Circa mille tirocinanti rischiano di restare fuori da ogni percorso di stabilizzazione, alimentando nuova precarietà in una regione già fragile sul piano occupazionale”.

L’appello a Occhiuto

Da qui la richiesta al presidente della Regione Roberto Occhiuto: “Chiediamo di riferire in Aula quali iniziative siano state avviate con il Governo per garantire risorse strutturali e durature”.
Bruno conclude con un monito: “Non si può risolvere solo una parte del problema lasciando aperta un’altra emergenza sociale. Servono risposte anche per chi resterà escluso”.

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